AGI - Una nuova strategia in quattro punti per accelerare lo sviluppo europeo di MFE, investire ancora di più nella televisione tradizionale, rafforzare la produzione di contenuti crossmediali e creare una piattaforma digitale unica per il mercato europeo. È questo il messaggio principale lanciato da Pier Silvio Berlusconi nell'incontro con la stampa dedicato al gruppo MediaForEurope. Aprendo l'incontro, l'amministratore delegato ha spiegato con una battuta che l'appuntamento non sarebbe stato dedicato solo ai palinsesti. "Questa non sarà solo la serata dei palinsesti perché, diciamocelo onestamente, parlare dei palinsesti nel 2027, ancora con la presentazione della stagione, è veramente una cosa obsoleta".
Secondo Berlusconi, nell'ultimo anno il progetto europeo del gruppo ha compiuto un'accelerazione decisiva. "Oggi, un anno dopo, abbiamo raggiunto a maggioranza il controllo su ProSiebenSat. Abbiamo aggiunto una partnership che ci piace molto con un'azienda media portoghese, Impresa. In Germania, Portogallo, Italia, Spagna, Svizzera, Austria: MFE è una realtà".
"La Ruota della Fortuna"
Tra le scelte che, secondo Berlusconi, hanno segnato il cambio di passo del gruppo c'è anche il ritorno de "La Ruota della Fortuna". "Solo un anno fa qui, con voi, non era partita 'La Ruota della Fortuna', non c'era nessun annuncio ma era già tutto deciso. Io ci lavoravo da novembre dell'anno prima. È partita a luglio e, lo dico con una punta di orgoglio ma dicendo una cosa vera, ha cambiato un po' i destini e le proporzioni della televisione italiana".
La nuova strategia della Mfe in quattro punti
Eppure, qualche settimana fa "nell'ennesima riunione, parlando di ristrutturazioni, di efficienze, di risparmio, di progetti, di intelligenza artificiale, di dove andiamo, di come fronteggiamo la concorrenza delle piattaforme web... ho detto 'fermi tutti'. Sta diventando troppo complicato", racconta Berlusconi. Da qui la decisione di ridefinire la strategia del gruppo. "Ho passato due giorni da solo e ho riscritto, poi condividendola, una nuova strategia per MFE. Una strategia in quattro punti con obiettivi semplici e chiari".
Primo pilastro: integrazione e sinergie
Il primo punto riguarda integrazione e sinergie tra le società del gruppo. "È la cosa che sta alla base di tutto. Non dobbiamo dimenticare mai che noi, da tre realtà più altre tre - Portogallo, Austria e Svizzera - dobbiamo costruire un'unica realtà più forte, completamente integrata e organica".
Secondo pilastro: la spinta editoriale sulla tv
Il secondo pilastro è una nuova spinta editoriale, che per Berlusconi rappresenta la scelta più controcorrente. "Noi siamo editori televisivi e quindi crediamo nella forza della televisione. Partiamo da qua. Investiremo sul prodotto. In Italia già avviene ma proveremo a farlo negli altri Paesi con coraggio e in controtendenza". Secondo l'amministratore delegato di MFE, mentre gran parte dei broadcaster europei stanno riducendo gli investimenti, il gruppo intende seguire la direzione opposta. "Gli altri broadcaster europei, mi spiace dirlo, sono in difficoltà, stanno tirando a campare, continuando a disinvestire. Noi dobbiamo fare esattamente il contrario".
Terzo pilastro: contenuti crossmediali
Il terzo punto riguarda la creazione di contenuti realmente crossmediali, capaci di vivere contemporaneamente sulla televisione e sulle piattaforme digitali. "Oggi tutti parlano di digitale e intelligenza artificiale. Qua abbiamo davanti un oceano di opportunità, ma anche un oceano di rischi. Noi non dobbiamo copiare gli altri, i giganti del web, perché cuciniamo programmi in diretta di informazione, intrattenimento, fiction e cinema per i singoli Paesi. Anche sul digitale dobbiamo far vivere 'il nostro essere' con prodotti sempre più evoluti che magari nascono in televisione ma sono già pronti a girare su tutte le piattaforme".
A sostegno di questa strategia, Berlusconi ha citato anche i risultati ottenuti sulle piattaforme digitali. "Questi sono i nostri numeri sui social: 10 miliardi di video visti nella stagione 2025-2026. I follower dei profili Mediaset sono 90 milioni e i contenuti digitali prodotti e distribuiti nell'ultimo anno sono 162mila".
Per questo, il gruppo punta inoltre a replicare questo modello negli altri Paesi europei e ha creato in Germania un centro dedicato all'intelligenza artificiale applicata ai contenuti. "Vogliamo che diventi una vera eccellenza", ha sottolineato Berlusconi.
Quarto pilastro: la piattaforma digitale europea
Il quarto pilastro è la realizzazione di una Digital Platform europea. "Siamo al lavoro al massimo della velocità. A gennaio partiremo con la piattaforma unica. Abbiamo scelto il meglio dei Paesi. Il front-end è quello italiano, Infinity. Il back-end è quello tedesco". L'obiettivo, ha spiegato, è offrire agli investitori pubblicitari dati certificati e una piattaforma diversa rispetto ai grandi operatori internazionali basata su tre pilastri: "Dimensione, qualità e diversità dei profili, e sicurezza".
I numeri raccontati da Pier Silvio Berlusconi
Il Ceo ha quindi ribadito i numeri della crescita del gruppo. "Nel 2020 avevamo questa dimensione: 2,8 miliardi di ricavi. Oggi siamo a 6,7 miliardi". Ha però precisato che i ricavi sono destinati a diminuire per effetto della razionalizzazione del portafoglio di partecipazioni: "Noi abbassiamo i ricavi perché rinunciamo a delle attività, ma alziamo il margine e soprattutto creiamo risparmi per poter investire nella televisione e nei contenuti".
Sul fronte delle sinergie, il gruppo è in anticipo rispetto agli obiettivi. "Abbiamo già raggiunto sinergie per 60 milioni, quindi siamo avanti di un anno, e altre efficienze raggiunte per 100 milioni". Secondo l'amministratore delegato, le sinergie ottenute rappresentano la base per finanziare il rilancio editoriale: "Questi 160 milioni non sono risparmi, sono il punto di partenza per il vero primo punto della nostra nuova strategia, che è una nuova spinta editoriale per una nuova televisione".
Inoltre, ha ricordato anche la crescita complessiva del personale impiegato, da meno di 5.000 a quasi 12.000 dipendenti in Europa.
Le difficoltà del contesto internazionale
In conclusione, Berlusconi ha riconosciuto le difficoltà del contesto internazionale, tra guerre, figure imprevedibili come Donald Trump e concorrenza delle piattaforme digitali. "È facile? Assolutamente no. È tostissima. Ma noi dobbiamo crederci, ci crediamo, vogliamo andare avanti con la consapevolezza di essere editori, di essere italiani, europei e di provare a fare il nostro mestiere nel modo migliore possibile". Il messaggio conclusivo, impresso nell'ultima slide, riassume l'ambizione del progetto europeo di MFE: "Forti perché unici, grandi perché europei".