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Il day after della sconfitta al referendum costituzionale inizia con la smentita di possibili crisi di governo e finisce con le dimissioni di Delmastro e Bartolozzi e l'invito alla ministra Santanchè di fare altrettanto. Palazzo Chigi fa innanzitutto sapere che la sconfitta dei Sì al referendum costituzionale e la conseguente bocciatura della riforma sulla separazione delle carriere dei magistrati non apre alcuna crisi di governo. Dunque, la premier Giorgia Meloni non farà alcun passaggio parlamentare per chiedere la fiducia. Una precisazione, all'indomani della consultazione popolare, che nasce da alcune ricostruzioni di stampa che, invece, davano per possibili queste ipotesi.
La premier Giorgia Meloni, per l'intera giornata a Palazzo Chigi, decide quindi di dare un segnale netto e chiaro: il governo va avanti, nessun tentennamento sulle decisioni da assumere. L'input della prima 'svolta' da imprimere - le dimissioni di Delmastro e Bartolozzi e l'invito alla ministra Santanchè di seguire la stessa linea - arriva proprio dalla premier che, secondo alcune fonti, ne avrebbe informato gli alleati. Poi, una riunione a via Arenula, sede del ministero della Giustizia, nelle stanze del Guardasigilli Carlo Nordio: i 'convocati' sono il sottosegretario Andrea Delmastro, di FdI, e la capo di gabinetto Giusi Bartolozzi. Entrambi finiti nelle ultime settimane nell'occhio del ciclone. Il primo per la società creata con Miriam Caroccia, figlia di Mauro Caroccia condannato come prestanome del clan Senese. La seconda per la gestione della campagna referendaria e per le frasi sul "plotone di esecuzione" contro la magistratura. Ma su Bartolozzi 'pesava' anche la 'vicenda Almasri'.
Le dimissioni e le reazioni politiche
Al termine del faccia a faccia con Nordio, prima Delmastro e poco dopo Bartolozzi comunicano le rispettive dimissioni dai propri ruoli. "Ho consegnato oggi le mie irrevocabili dimissioni", spiega l'esponente di FdI in una nota, in cui rivendica di aver "sempre combattuto la criminalità", nega di aver "fatto niente di scorretto", ma riconosce di aver "commesso una leggerezza a cui ho rimediato non appena ne ho avuto contezza. Me ne assumo la responsabilità, nell'interesse della nazione, ancor prima che per l'affetto e il rispetto che nutro verso il governo e verso il Presidente del Consiglio". In serata, è la stessa Meloni a esprimere "apprezzamento per la scelta del Sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e del Capo di Gabinetto Giusi Bartolozzi di rimettere gli incarichi finora ricoperti e li ringrazia per il lavoro svolto con dedizione". E aggiunge subito dopo di auspicare che, "sulla medesima linea di sensibilità istituzionale, analoga scelta sia condivisa dal Ministro del Turismo Daniela Santanchè".
Le dimissioni erano state richieste a gran voce dalle opposizioni, pronte a dar battaglia domani alla Camera al question time proprio con il Guardasigilli e in capigruppo per chiedere la calendarizzazione della mozione di censura presentata da M5s. Dimissioni, però, che per le forze di minoranza arrivano tardi e non eliminano la responsabilità di Meloni "di presentarsi in Parlamento e spiegare". In mattinata, ospite di una trasmissione, il ministro Nordio si era assunto la "responsabilità politica" della sconfitta al referendum, ma aveva difeso il braccio destro Bartolozzi ("non è in discussione"). Nel tardo pomeriggio, però, la situazione cambia e i due vertici del ministero di via Arenula lasciano. Non sono all'ordine del giorno, invece, le dimissioni di Nordio, fanno sapere dal governo.
Schlein: caso gravissimo e dimissioni tardive
"Il caso Delmastro è gravissimo e dobbiamo continuare a seguirne gli sviluppi. Gravissimo e son dimissioni tardive perché Meloni avrebbe dovuto pretenderle subito". Lo dice la segretaria del Pd, Elly Schlein, a Di Martedì su La7. "Meloni deve smettere di difendere i suoi e cominciare a difendere gli interessi degli italiani", aggiunge Schlein.
"Meloni ha il dovere di avere persone nel governo all'altezza del ruolo che ricoprono. Non pensi di cavarsela con facili capri espiatori perche' la sconfitta al referendum è tutta politica e tutta di Giorgia Meloni".
Conte: dimissioni di Delmastro erano assolutamente necessarie
"Dopo il travolgente voto popolare di oltre 14 milioni di italiani Meloni si è dovuta arrendere". Lo scrive, sui social, il presidente del M5s, Giuseppe Conte. "E poco fa il sottosegretario alla Giustizia Delmastro si è finalmente dimesso, cosi' come Bartolozzi, capo di gabinetto del ministero della Giustizia. Le dimissioni di Delmastro erano assolutamente necessarie e per questo il M5s aveva presentato nei giorni scorsi una mozione di revoca. Il danno arrecato al prestigio della massima Istituzione di governo è stato pesantissimo", nota.
"Si sciolgono come neve al sole le chiacchiere della premier su complotti e 'manine': alcuni quotidiani hanno semplicemente 'osato' fare il proprio mestiere, pubblicando le notizie e le immagini che comprovavano gli affari di Delmastro e di tre dirigenti di Fratelli d'Italia in società con la famiglia di un prestanome del clan Senese. L'elenco degli orrori non è finito. L'impatto di questo travolgente voto popolare riuscirà a far dimettere anche la ministra Santanché?", chiede.
Fratoianni: dimissioni tardi. Ora governo chiarisca
"Le necessarie e doverose dimissioni di Delmastro dal ministero di Grazia e Giustizia arrivano con imperdonabile ritardo". Lo afferma Nicola Fratoianni di Avs. "Devono essere chiariti ancora molti aspetti, e vedremo - prosegue il leader rossoverde - nei prossimi giorni quali sviluppi ci saranno. Intanto - conclude Fratoianni - accogliamo le dimissioni sue e della capo di gabinetto del ministro di Grazia e Giustizia Bartolozzi come una buona notizia".
Iv: terremoto politico, Meloni non scappi da Camere
"Il sottosegretario Andrea Delmastro si è dimesso dal ministero della Giustizia, e pare che lo stesso abbia fatto il capo di gabinetto Giusi Bartolozzi. Meglio tardi che mai. Uno dei ministeri chiave è stato azzerato, è in corso un terremoto politico nel governo, è assolutamente necessario che Giorgia Meloni venga subito in Parlamento a riferire. La premier non può scappare dall'aula, fa dimettere mezzo governo per non dimettersi lei stessa". Lo dice la senatrice Raffaella Paita, capogruppo al Senato di Italia Viva.