AGI - E' stato cancellato il volto dell'angelo che assomigliava alla premier Giorgia Meloni nell'affresco della cappella laterale della basilica di San Lorenzo in Lucina a Roma. Una vicenda per la quale si erano mossi il Ministero della Cultura e la Soprintendenza di Roma, con il Vicariato che aveva preso le distanze dal decoratore: "La modifica del volto del cherubino è stata una sua iniziativa non comunicata agli organismi competenti".
Lo stesso Vicariato aveva sottolineato come "sia la Sovrintendenza sia l'ente proprietario (Fec), oltre all'Ufficio per l'edilizia di culto del Vicariato di Roma, fossero al corrente dal 2023 di un'azione di restauro 'senza nulla modificare o aggiungere' sull'affresco in questione".
La curiosità per il puttino col volro di Meloni
Da quel giorno, turisti e curiosi hanno affollato la basilica per andare a caccia del dipinto 'incriminato'. E anche oggi in tanti sono andati a controllare di persona che cosa ne è stato del volto della premier. Bruno Valentinetti, il restauratore amatoriale e tutto-fare della chiesa, autore del restauro contestato, ha dovuto cancellare il viso su categorica indicazione del Vaticano.
Il disegno cancellato da chi lo ha fatto
Un sacerdote della basilica spiega che cosa è successo nelle ultime ore: “Il disegno è stato cancellato da chi lo ha fatto ma fino a ieri sera c’era, l’ho visto quando è terminata la messa. È intervenuto il Vicariato dicendo che sarebbe stato cancellato e così è stato”. E aggiunge, riferendosi al 'boom' di visitatori: “Se si entra in chiesa per pregare e, casomai, si va a dare una rapida occhiata non dà molto fastidio, ma il movimento inusuale di questi gruppi in cerca di foto e selfie forse ne ha dato”. Anche una signora delle pulizie confessa "C'erano davvero tanti turisti, molti di più rispetto al solito".
Il Vicariato: ripristinare i tratti originali del volto
In una nota dell'Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi di Roma, in merito all'episodio del restauro di una figura nella Cappella di Umberto II, nella chiesa di San Lorenzo in Lucina, si legge: "Preso atto che l'opera presentava fisionomie non conformi all'iconografia originale e al contesto sacro, il Vicariato, in piena sintonia con il parroco, ha chiesto che, previo coordinamento e autorizzazione della proprietà (Fondo Edifici di Culto) e della Soprintendenza, si provveda al ripristino dei tratti originari del volto, nell'esclusivo interesse della tutela del luogo di culto e della sua funzione spirituale".