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Le 3 cose del referendum in Turchia che non convincono l'Osce

Non proprio brogli, me nemmeno piena trasparenza. L'Osce getta più di un'ombra sulla regolarità del voto per il referendum costituzionale in Turchia e si attira subito gli strali del govero di Ankara che accusa gli osservatori di essere "prevenuti".

Quali sono le irregolarità

In una nota gli osservatori hanno reso noto che durante la campagna per il voto si sono registrate "violazioni che contravvengono agli standard Osce, a quelli europei e agli obblighi internazionali sulla libertà e l'equità del voto".

Ma cosa intende nello specifico l'Osce?

  • Squilibrio - La campagna è stata squilibrata a causa del coinvolgimento attivo del presidente, dei principali esponenti nazionali di primo piano così come di funzionari locali a favore del Sì.
  • Ostruzionismo - C'è stato un vero e proprio "ostruzionismo" nei confronti dei partiti e delle organizzazioni che sostenevano il No. 
    • I sostenitori del No sono stati equiparati a fiancheggiatori del terrorismo
    • Sono stati costretti a subire interventi di polizia
    • Si sono verificati violenti tafferugli durante i loro eventi
  • Disparità: La campagna "è stata iniqua" a causa della "mancanza di pari opportunità, di una copertura unilaterale dei media e di limitazioni alle libertà fondamentali.

Anche sul piano formale ci sono state delle irregolarità. Secondo gli osservatori, le "modifiche tardive al procedimento di scrutinio hanno soppresso importanti garanzie" e i due fronti del Sì e del No "non hano avuto le stesse opportunita'".

Nessuna garanzia che sia stati processo democratico

"Non c'è stata parità tra le parti in competizione, la campagna per il 'si' ha dominato il panorama mediatico. Le restrizioni attuate nei confronti dei media, i giornalisti arrestati e i media chiusi hanno impedito che gli elettori usufruissero di un'informazione equilibrata" e "la base legislativa del Paese non è sufficiente a garantire un processo democratico". 

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Ma il rappresentante dell'Osce ha detto che "Non parliamo di brogli, non abbiamo prove al rispetto e "questo non è di nostra competenza". Tuttavia, ha ribadito, "complessivamente il referendum non è stato all'altezza dei criteri del Consiglio d'Europa".

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Come ha reagito la Turchia

"Apprendiamo con tristezza quanto dichiarato dai delegati Osce, tuttavia riteniamo il parere da loro espresso una intrusione inaccettabile di chiaro stampo politico. Abbiamo tuttavia preso nota della posizione dell'Osce, da parte di cui attendiamo un'ulteriore dichiarazione".

Il ministero degli esteri turco

"Gli osservatori restino al loro posto"

Il presidente turco, Recep Tayyp Erdogan


17 aprile 2017 ©