AGI/Vista - ?Prima l?autonomia differenziata, trasformata in merce di scambio dentro la maggioranza e poi fermata nei suoi punti essenziali dalla Corte costituzionale. Poi il premierato, imposto proprio qui al Senato come la madre di tutte le riforme e poi nascosto in un cassetto. Poi la riforma costituzionale della giustizia, sulla quale avete forzato il Parlamento fino al referendum, dove avete incontrato il giudice che conta pi di tutti: il popolo italiano. E gli italiani vi hanno detto no. Adesso la legge elettorale. Cambiano le riforme, ma non cambia il metodo: fare da soli, forzare, dividere e utilizzare le istituzioni come terreno di compensazione degli equilibri interni alla maggioranza. Ma la Costituzione non un mercato. La Repubblica non un tavolo di scambio. E il Parlamento non il notaio degli accordi della maggioranza. E dite che tutto questo servirebbe alla stabilit. Ma quale stabilit? Avete governato per quattro anni con una maggioranza parlamentare solida. Avete avuto numeri, tempo e condizioni politiche che pochi governi hanno avuto. Se dopo quattro anni dite che per essere stabili dovete cambiare ancora le regole elettorali, allora il problema non la stabilit. Il problema il consenso. Ma il consenso si conquista. Non si fabbrica. Si conquista aumentando i salari, facendo funzionare la sanit, aiutando le imprese, restituendo speranza ai giovani?. Cos il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia nella dichiarazione di voto a nome del Pd sulla riforma della legge elettorale. Senato Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev