AGI/Vista - "Nel linguaggio pubblico si usa spesso trafficante di esseri umani ma non vuol dire la stessa cosa e questa confusione semantica non casuale, fa parte del repertorio discorsivo della guerra contro la migrazione. Il trafficante chi costringe le persone con la forza, l?inganno o la minaccia. Le riduce in schiavit, le sfrutta, le sequestra. Il passeur invece chi organizza l?attraversamento di un confine chiuso, per persone che hanno scelto volontariamente di partire e pagano per il servizio. Un servizio basato sul consenso e che non avrebbe motivo di esistere se ci fossero vie legali e sicure per la migrazione. Questo non significa che tutti gli smuggler siano brave persone, per carit non cos, ma la categoria non dev?essere confusa con quella dei trafficanti. Da qui il paragone con "coloro che durante il nazifascismo aiutarono gli ebrei a superare illegalmente i confini mettendoli in salvo dalle persecuzioni e dalle deportazioni nei lager". "Credo e spero - arriva a dire - che nessuno abbia il coraggio di definirli criminali. Siamo giustamente tutti concordi nel riconoscere che hanno reso un servizio di valore all?umanit. Anche oggi molti contrabbandieri offrono semplicemente un servizio a chi ha deciso di fuggire da guerre, persecuzioni, miserie o disastri". Cos Ilaria Salias in Plenaria a Strasburgo. Ebs Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev