L'ex marciatore altoatesino da quando è emersa la positività aveva sempre sostenuto, oltre a non avere più fiducia nei controlli antidoping anche a seguito dell'assoluzione avvenuta nel febbraio del 2021 da parte del giudice del tribunale ordinario di Bolzano perché l'assunzione di doping del 2016 non era sussistita, che si sarebbe sottoposto ad analisi del 'campione B' solo davanti al controllo anche della 'terza provetta'.
Il procedimento in Germania e le tracce di eritropoietina
Il 22 giugno scorso l'Agenzia nazionale antidoping tedesca ha fatto sapere di aver avviato un procedimento contro Schwazer perché trovato positivo all'Epo nel controllo di fine aprile. Le tracce di eritropoietina erano state trovate sia nei campioni di urina sia in quelli di sangue.
Schwazer, campione olimpico della 50 km di marcia a Pechino 2008, già squalificato due volte per doping, nel 2012 e 2016, nella gara della kermesse nazionale tedesca open, aveva fatto segnare un crono monstre di 3 ore 01'55", nuovo record italiano sulla nuova distanza della specialità del 'tacco-punta'.
I legali: "Ci aspettiamo che sia positiva anche la prova B"
"La richiesta dell'esame del controllo della prova B è un atto necessario per procedere, non sappiamo quando arriverà ma ci aspettiamo che sarà positiva anche quella. Sarà poi da capire dove si terrà il processo: in Germania, come in Italia, il doping è un reato penale ma non sappiamo ancora se si terrà in Germania oppure riusciremo a portarlo in Italia" hanno riferito all'AGI i legali di Alex Schwazer, Gerhard Brandstaetter e Thomas Tiefenbrunner che hanno da sempre difeso l'ex marciatore altoatesino.
Schwazer, che inizialmente aveva rifiutato la prova B delle urine risultate positive all'Epo al controllo del 22 aprile scorso ai Campionati tedeschi di marcia perché voleva ammettere una 'terza provetta'. Si tratta dell'urina residuale, esame che non è contemplato da nessuna norma dell'antidoping internazionale.