AGI - A un mese esatto dall'addio alla bandiera rossonera Franco Baresi, Milano, oggi listata a lutto, si ritrova sempre a Sant'Ambrogio per salutare uno dei campioni più amati sulla sponda nerazzurra, Sandro Mazzola, genio e icona della 'Grande Inter'. Il 'Piscinin' e 'Sandrino', figli della città, eroi dello stadio San Siro che ha appena compiuto 100 anni.
"Il tuo nome resterà tra le pagine della nostra storia. Il tuo ricordo nel cuore della nostra curva. Ciao Sandro". I tifosi della curva Nord dell'Inter salutano con uno striscione l'ex campione davanti al sagrato della Basilica. Tantissime le corone di fiori. Tra queste, tra le prime a essere posate, quelle di Gianni Infantino e della FIFA e del Milan.
Il ricordo di un tifoso
"Gli strinsi la mano nel 1966 prima di una partita dell'Italia contro la Bulgaria" è il ricordo di un anziano tifoso che chiede agli agenti se gli possono fare "il grandissimo regalo" di farlo entrare in chiesa.
La bara con la maglia numero otto
La bara, accolta da applausi da parte della folla assiepata fuori dalla Basilica, con la maglia numero otto dell'Inter posata sopra a indicare un legame che non finirà mai. Gli ultras hanno accompagnato l'ingresso del feretro inneggiando a "Sandrino".
Il ricordo degli interisti
Entrando in chiesa alcuni illustri interisti hanno ricordato Mazzola. "Lui era l'Inter. Ogni volta che veniva alla 'Pinetina' ci motivava. Quando arrivava lui e lo vedevamo insieme a Giacinto Facchetti era più bello starli a guardare che allenarci". È il ricordo dell'ex stopper Iván Ramiro Córdoba. L'ex portiere nerazzurro Sébastien Frey sottolinea “i suoi valori, il suo attaccamento e senso di appartenenza che fino all'ultimo, finché ha potuto, ha cercato di trasmetterci". "Sono così grato di averlo ricordato nella mia vita - ha aggiunto -. Grazie a lui sono arrivato in Italia, è stato il mio padre spirituale".
L'omelia di don Carlo Faccendini
Durante l’omelia funebre don Carlo Faccendini, abate della Basilica di Sant'Ambrogio, ha sottolineato che le esequie di Sandro Mazzola sono "un modo per dire grazie a lui che ha reso onore alla città e ne ha accresciuto il prestigio, come avevamo fatto anche per don Antonio Mazzi e Franco Baresi".
"La sua bella umanità che traspariva sotto ai suoi baffi era apprezzata da tutti" ha aggiunto l'abate ricordando un'intervista in cui Mazzola aveva raccontato il suo incontro con Padre Pio e l'abitudine, da allora, di inginocchiarsi e pregare nei momenti difficili". Come quello della malattia che "grazie alla famiglia ha affrontato con serenità e determinazione per arrivare, come diceva, ai tempi supplementari". L'abate ha concluso l'omelia dicendo che col "fischio finale è arrivata l'ora di affidarlo al Signore".
"Sandro Mazzola, uno di noi"
Il coro ripetuto "Sandro Mazzola, uno di noi", accompagnato dai fumogeni nerazzurri, ha salutato la bara del campione sul sagrato della Basilica di Sant'Ambrogio al termine delle esequie.