Mazzola, il "Baffo" che rese grande l'Inter di Herrera

Alessandro Frau
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AGI - "Mi chiamavano il Baffo". Chi è nato dopo il 1977, l'anno in cui Sandro Mazzola lasciò il calcio, deve affidarsi alle fotografie, ai filmati d'epoca, spesso in bianco e nero, e ai racconti di chi quel fenomeno lo vide davvero giocare, correre, dribblare, segnare e diventare uno dei simboli della Grande Inter di Helenio Herrera. Ma tutto, quando si trattava di Sandro Mazzola, partiva da quel dettaglio fisico, da quei baffi sottili e inconfondibili che finirono per diventare parte della sua immagine, anche da dirigente e commentatore, insieme alle maniche della maglia tirate su, alle accelerazioni improvvise e a quella corsa leggera, a tratti fulminea, capace di sorprendere avversari e tifosi.

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