AGI - Nuovo infortunio per Mattia Furlani nel corso dei Campionati europei di atletica apertisi oggi a Birmingham. Il 21enne campione del mondo è stato costretto a ritirarsi nelle qualificazioni del salto in lungo, lasciando la pista dolorante dopo il primo salto da 7,73. E come si temeva, il giovane azzurro è stato vittima di una ricaduta dopo la lesione al bicipite femorale destro rimediata a maggio, ricaduta che di fatto chiude in anticipo la sua stagione come annuncia lo stesso Furlani su Instagram.
"Sono passati ormai due mesi e mezzo da quell'infortunio in Cina. Due mesi in cui l'obiettivo era in primis recuperare al meglio per cercare di ritornare in pedana sano, ancor prima che performante. Mesi in cui si è lavorato molto sia in campo che con lo staff medico. Se non avessi avuto l'estrema certezza — e il test di Montecarlo ne è stato una prova — non sarei mai entrato in pedana correndo il rischio consapevole di una probabile ricaduta - scrive Furlani - Oggi mi sentivo bene, entravo forte ed evidentemente il mio corpo, a certe intensità, non era ancora pronto a ritornare alle velocità a cui ero abituato, subendo una ricaduta. In questi mesi ho passato probabilmente i momenti peggiori fino ad adesso: sto vivendo una mancanza di fiducia verso me stesso e i miei mezzi che ultimamente non fanno che ampliarsi, vedendo la strada un po' sfocata. La mia stagione finisce qui".
L'infortunio di Furlani a maggio
A maggio, in occasione della tappa di Diamond League in Cina, aveva riportato la lesione al bicipite femorale destro che lo aveva tenuto lontano dalle competizioni per diverse settimane. Furlani, campione del mondo in carica di salto in lungo, è uscito in sedia a rotelle dall'Alexander Stadium della città britannica. Si teme un infortunio conseguente a quello del maggio scorso accaduto a Xiamen. Subito dopo essere uscito dalla buca della sabbia, Mattia si è toccato proprio il bicipite destro.
Azzurri al via con il lutto sulla maglia per Berruti
La Nazionale italiana è in gara con un segno di lutto sulla maglia in ricordo di Livio Berruti, campione olimpico dei 200 metri a Roma '60, scomparso domenica.
Tortu: "Grazie a Berruti mi sono innamorato dei Giochi"
"Livio resterà il mio mito e grazie a lui mi sono innamorato dell'atletica e delle Olimpiadi. Da bambino avevo visto la sua gara delle Olimpiadi di Roma '60, la sua corsa mi aveva stregato. Ci eravamo conosciuti nel 2016". Lo dice all'AGI Filippo Tortu, primo italiano ad essere sceso sotto i 10 secondi nei 100 metri (9"99 nel 2018). Berruti il 3 settembre del 1960, allo stadio Olimpico di Roma, era stato il primo non nordamericano ad aver vinto i 200 metri alle Olimpiadi. "L'avevo conosciuto nel 2016 in occasione di un evento a Torino - ricorda Tortu, assente agli Europei di Birmingham per il riacutizzarsi di un infortunio -. Ci vedevamo un paio di volte l'anno per pranzo, ci telefonavamo, ci scrivevamo, di lui ho un gran bel ricordo. L'ultima volta che l'ho sentito - aggiunge - è stato il 19 maggio per il suo compleanno. Dopo averlo conosciuto, Livio è stato molto di più di quei 200 metri, seppur 200 metri storici, è stato uomo dall'umorismo sottile, sempre allegro, piacevole, innamorato della vita. Lui - conclude - diceva sempre che la differenza tra noi due era una sola, lui aveva studiato al liceo classico e io al liceo scientifico".