AGI - Un coro di buu e fischi ha accolto l'ingresso in campo del presidente degli Stati Uniti Donald Trump e del presidente della Fifa Gianni Infantino, chiamati a premiare i protagonisti in campo dopo la finale dei Mondiali di calcio. Trump ha cercato di fare buon viso, salutando qualcuno di indefinito in lontananza, ma ha guardato Infantino con un certo fastidio.
Il numero uno della Fifa ha applaudito invitando il pubblico a fare altrettanto, ma senza essere ascoltato. Secondo i giornalisti al seguito del presidente degli Stati Uniti, quando Donald Trump è entrato in campo per le premiazioni, il rumore dello stadio era a 78 decibel. L'ingresso del tycoon ha scatenato fischi e buu che hanno portato, riferiscono i giornalisti del pool, i decibel a 84, che nella scala indica un aumento decisamente alto.
La reazione di Borja Iglesias
L'attaccante spagnolo Borja Iglesias, uno dei giocatori più impegnati in difesa delle minoranze, della comunità Lgbtq+ e antifascista, ha stretto freddamente la mano al presidente degli Stati Uniti Donald Trump. È stato l'unico tra i nuovi campioni del mondo a esprimere il suo dissenso.
Iglesias, attaccante del Celta Vigo, lo aveva già fatto in passato, criticando il presidente americano. Alla vigilia aveva detto: "Spero di dovergli stringere la mano in un momento felice e di andare velocemente oltre".
Il momento di Messi
Il campione argentino Leo Messi stava per non prendere la medaglia dalle mani dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. C'è stato un attimo in cui la 'Pulce', triste e un po' confuso, ha stretto velocemente la mano al presidente per andare oltre, quando Trump lo ha fermato e gli ha dato la medaglia. L'argentino, finita la partita, è scoppiato in lacrime.