"È il mio primo figlio e quindi vorrei decisamente esserci", si è giustificato il 24enne, "se chiedete a me cosa voglio, la risposta è che nessuno vuole perdersi la nascita del primo figlio ma so anche che nel calcio si valutano altre situazioni. So che la federazione belga sostiene i suoi giocatori e comprende le loro situazioni, vedremo cosa possiamo fare".
Le critiche dei media e lo scontro di opinioni
La possibile partenza dagli Stati Uniti di Doku ha diviso i social e i media. France Pierron, presentatrice del canale tv dell'Equipe, ha affermato che un padre "è totalmente inutile" durante la nascita del figlio mentre la Coppa del mondo "è una gioia incredibile e ci sono centinaia di calciatori che ucciderebbero per esserci". "Stai vivendo un sogno di bambino", ha aggiunto rivolgendosi a Doku, "eppure vuoi andartene per assistere alla nascita di tuo figlio, un momento disgustoso, se mi passi l'espressione, in cui un padre è del tutto inutile".
Con il giocatore del City si è schierato l'ex pugile Brahim Asloum, medaglia d'oro per la Francia alle Olimpiadi di Sydney del 2000: "Un bambino è tutta la tua vita", ha affermato, "un mondiale quando è finito è finito".
Il passo indietro della conduttrice e le condizioni del giocatore
La stessa Pierron ha poi fatto una parziale retromarcia sottolineando di aver espresso "un'opinione personale all'interno di un'accesa discussione in studio". "Comprendo che potrei aver sconvolto o ferito alcuni di voi e mi dispiace, non ho mai voluto minimizzare il ruolo dei padri verso le loro partner o i loro figli".
Intanto Doku è malato e il Belgio ha fatto sapere che non è disponibile per la seconda partita del Belgio al mondiale, contro l'Iran a Los Angeles. Nella prima sfida pareggiata con l'Egitto, l'esterno aveva giocato 86 minuti senza brillare.