AGI - Si scrive Mondiali, si legge maledizione. L'Italia è ancora fuori, per la terza volta di fila, e si allunga ad almeno 16 anni la striscia senza la competizione iridata per gli azzurri. Se ne riparlerà (forse) nel 2030. La Bosnia ha vinto ai calci di rigore (1-1 dopo i tempi supplementari) e andrà in America a giugno. Gli uomini di Gattuso hanno giocato in dieci per l'espulsione di Bastoni dopo 40 minuti di gioco, sprecato alcune buone occasioni, e perso ogni chance nei tiri dal dischetto. Stavolta Donnarumma non ha fatto i miracoli. Decisivi gli errori di Esposito e Cristante.
Lo psicodramma continua
Dunque, la storia della nostra nazionale, ricca di successi e carica di mito (quattro titoli iridati, altre due finali, sfide leggendarie compresa la 'Partita del secolo' contro la Germania nel '70), dopo essersi interrotta bruscamente 12 anni fa, prosegue il suo incubo. Era il 24 giugno 2014 a Natal, cittadina brasiliana che assistette all'ultima, finora, partita degli azzurri a un Mondiale di calcio, la sconfitta 0-1 contro l'Uruguay. Si chiudeva per noi un torneo mediocre che ci aveva visti eliminati al primo turno, come peraltro quello del 2010 in Sudafrica da campioni in carica. Ma nessuno immaginava che ci aspettava una vera e propria traversata nel deserto, con un'intera generazione di bambini e adolescenti italiani che non sanno cosa vuol dire tifare l'Italia ai Mondiali, le 'Notti magiche' di giugno passate tutti insieme, bandiere tricolori e pomodori col riso, rigorosamente a commentare con perizia tecnica il più delle volte immaginifica le azioni e le giocate. Le serate a tifare Rivera, poi Paolo Rossi, Toto' Schillaci, Baggio, i campioni del 2006, gli "Andiamo a Berlino!", le sfide epiche contro i tedeschi, i francesi, i brasiliani. L'Italia ai mondiali andava, non si discuteva: unica eccezione nella storia, il mancato accesso al torneo in Svezia nel 1958, un'era geologica fa, dopo una sconfitta decisiva per 2-1 contro l'Irlanda del Nord a Belfast.
Eppure nel 2017 l'impensabile avviene: gli azzurri del Ct Giampiero Ventura, dopo un girone di qualificazione modesto, sono costretti, caso per noi inedito, ai play-off. Ci capita la Svezia, ed e' (psico)dramma: sconfitta a Solna 0-1, e ritorno a San Siro il 13 novembre. Il gol serve come il pane ma non arriva, gli spettatori assistono attoniti alla reazione di De Rossi chiamato a entrare dalla panchina ("dovemo segna', che entro a fare io"?) e al triplice fischio e' 0-0 e doccia gelata: l'Italia fuori dal mondiale. Inevitabile corollario di polemiche, accuse a tutti, la federazione, il ct, i club che non fanno giocare i giovani. Ventura, inevitabilmente, si dimette. Inizia l'era Mancini, che fa apparentemente rinascere l'Italia dalle sue ceneri: record di partite senza perdere, e un grande Europeo che alla fine, un po' a sorpresa, gli azzurri portano a casa. Era il 2021: a quel punto, pensano tutti, l'accesso al Mondiale di Qatar 2022 e' una formalita', anzi ce la possiamo giocare fino in fondo. Eppure solo 8 mesi dopo il trionfo europeo un nuovo dramma: dopo un girone ancora una volta sotto le aspettative (rimangono nella memoria i due rigori sbagliati da Jorginho contro la Svizzera che poi ci scavalchera') si torna ai play-off, stavolta su due turni secchi come quest'anno.
Primo turno contro la Macedonia del Nord in casa, a Palermo, mentre in finale si teme lo spauracchio Portogallo. Non serve: incredibilmente Il 24 marzo 2022 l'Italia dopo un lungo dominio territoriale e ben 32 tiri prende il gol-beffa dall'attaccante macedone Aleksandar Trajkovski al 94'. Ed e' ancora sipario sulle speranze azzurre. E sui sogni di tanti ragazzi: un digiuno lunghissimo, ancor di piu' se si pensa che gli ultimi due mondiali giocati, 2010 e 2014, si sono conclusi subito, al girone iniziale: per ritrovare una partita a eliminazione diretta, quelle vere da dentro-fuori, dell'Italia al Mondiale bisogna tornare alla trionfale finale di Berlino nel 2006, oltre 20 anni fa. Vuol dire che nemmeno molti degli azzurri in campo stasera si ricordano una partita cosi'. E l'attesa ora si allunga, dopo la beffa con la Bosnia ai rigori: ci riproveremo nel 2030, dopo l'ennesima, prevedibile rifondazione.
La cronaca di Bosnia-Italia
Primo tempo
Partenza veemente dei padroni di casa che al 3’ si rendono pericolosi nell’area degli azzurri con la complicità di un rimpallo che finisce in calcio d’angolo. Al 6’ un tiro da fuori di Demirovic è ben controllato da Donnarumma.
Al 14’ Italia in vantaggio a sorpresa: erroraccio del portiere Vasilj il cui corto rinvio finisce tra i piedi di Barella. Tocco rapido per Kean che da fuori area insacca senza indugiare con una botta all’incrocio dei pali. La Bosnia prova a reagire.
Donnarumma sugli scudi
Al 14’ legnata di Basic ma Donnarumma respinge con i pugni, quattro minuti dopo colpo di testa di Katic lasciato tutto solo in area ma il numero uno del Manchester City blocca a terra sicuro. Al 24’ sono gli azzurri a farsi vivi sul fronte opposto con una iniziativa di Retegui il cui tiro non sorprende il portiere bosniaco. Al 37’ padroni di casa di nuovo insidiosi con un colpo di testa di Demirovic che non va troppo distante dal palo della porta difesa da Donnarumma.
Espulsione e cambio forzato per l'Italia
Al 41’ l’Italia resta in 10 per fallo da ultimo uomo: rilancio non brillantissimo del portiere azzurro, difesa posizionata non benissimo, palla della Bosnia in contropiede con Bastoni costretto a falciare Memic che stava puntando la porta. Espulsione diretta per il centrale dell’Inter. Inevitabile il cambio operato dal ct Gattuso: fuori Retegui e dentro Gatti. Kean resta unica punta. Il tempo finisce con la Bosnia che assedia l’area degli azzurri e sfiora il gol del pareggio prima con un colpo di testa di Katic e poi con uno di Memic.
Il secondo tempo
La ripresa comincia con altri cambi operati dalle due squadre: per l’Italia Palestra prende il posto di Politano, la Bosnia fa entrare Tahirovic e Alajbegovic subentrati rispettivamente a Sunjic e a Kolasinac. I padroni di casa pressano i nostri che faticano a uscire dall’area e costruire un’azione decente.
Kean spreca il raddoppio
Ma al 59’ sono proprio gli uomini di Gattuso a sfiorare il raddoppio: fuga di 50 metri, palla al piede, di Kean che parte in contropiede verso Vasilj ma l’attaccante della Fiorentina spreca clamorosamente con un tiro sopra la traversa.
Altri cambi e parata di Donnarumma
Al 70’ doppio cambio azzurro: entrano Cristante (per Locatelli) ed Esposito (per Kean). La Bosnia risponde con Burnic e Tabakovic che prendono il posto di Memic e Basic. Al 71’ paratona di Donnarumma che si distende a terra per deviare in angolo una conclusione insidiosa di Tahirovic. Gli azzurri rispondono tre minuti dopo con un tiro di Esposito di poco alto.
Il pareggio della Bosnia
Al 76’ buona azione dell’Italia con ghiotta palla in area che Dimarco non sfrutta a dovere. All’80' il pareggio della Bosnia con Tabakovic abile a sfruttare un rimpallo nell’area piccola. Inutili le proteste di Donnarumma che viene anche ammonito.
Finale concitato e supplementari
Gattuso tenta l’ultima carta all’85': fuori Barella e dentro Frattesi. All’86' colpo di testa di Demirovic ma Donnarumma, attentissimo, respinge. Si va ai supplementari. Spinazzola prende il posto di Dimarco. Al 102' occasionissima Italia con Palestra che fugge verso Vasilj e viene falciato un attimo prima di entrare in area: solo cartellino giallo per Muharemovic ma la panchina azzurra protesta perchè avrebbe voluto il rosso, peraltro confermato dalle immagini. Poi Tonali butta via una punizione da posizione preziosa. Al 105' colpo di testa di Esposito su cross di Palestra. Il portiere della Bosnia si salva d'istinto. Il secondo tempo supplementare vede di nuovo l'Italia all'arrembaggio, caricata da Gattuso nel corso del brevissimo intervallo per il cambio di campo. Una brutta entrata su Tonali costa l'ammonizione a Katic. Al 118' brivido finale per gli azzurri con Tahirovic che sfiora il palo con una conclusione da fuori area. Si va ai rigori e l'Italia fallisce quelli calciati da Esposito e Cristante. Solo Tonali fa centro. Per la Bosnia realizzano Tahirovic, Tabakovic, Alajbegovic
e Bajraktarevic.
Gattuso chiede scusa
"Io oggi chiedo scusa, non ce l'ho fatta. I ragazzi non si meritavano una batosta così, hanno corso, hanno lottato. Devo solo ringraziarli. Una mazzata cosi' + difficile da digerire, fa male. Volevamo passare per noi, per l'Italia, per tutto il movimento". Così un commosso Gennaro Gattuso ai microfoni della Rai dopo l'eliminazione contro la Bosnia. "E' ingiusto ma il calcio è questo - ha aggiunto - ha volte ho gioito, altre ho preso mazzate, ma questa è difficile da digerire, hanno sorpreso anche me oggi per il cuore, l'attaccamento". Il futuro? "Non è importante parlarne oggi. Ci teniamo questa prestazione ma fa male".