AGI - I giudici amministrativi hanno bocciato il progetto Stadio/Clinica, ma la 'guerra' di carte bollate tra Terni e Regione Umbria proseguirà fino al Consiglio di Stato.
Il progetto e l’opposizione della Regione
Il progetto di demolizione e ricostruzione dello Stadio Edmondo Liberati di Terni è visto con interesse dalla regione Umbria, ma la direzione Salute e Welfare dello stesso ente regionale si oppone da diverso tempo all’autorizzazione per la realizzazione all’interno della struttura del così detto Stadio/Clinica, come è insito nel progetto presentato dal comune di Terni e dalla storica società calcistica.
Il ricorso al Tar e la prima decisione
Così, la vicenda è finita davanti ai giudici amministrativi (Tar) dell’Umbria, con un primo esito che si è avuto il 24 marzo. I giudici hanno dichiarato inammissibili i ricorsi presentati dalla Ternana Calcio e da Ternana Women Srl e hanno annullato la determina comunale impugnata dalla Regione.
Spiragli aperti dalla sentenza
Ma la sentenza, tra le righe, apre comunque spiragli per la realizzazione del progetto su cui potrebbe decidere in futuro il Consiglio di Stato. E cioè in primo luogo c’è il fatto che il parere della Direzione regionale Salute e Welfare in sede di conferenza di servizi andrebbe interpretato come semplici osservazioni e condizioni, ma non con un diniego vero e proprio.
I rilievi sul parere della Direzione Salute e Welfare
Poi, ancora: il parere della Direzione regionale salute e welfare non avrebbe preso in esame la compatibilità del progetto rispetto ai fabbisogni del territorio, un aspetto, questo, che costituirebbe l’unico elemento valutabile, ai sensi della normativa di riferimento, ai fini dell’assenso all’autorizzazione per la costruzione della struttura sanitaria.
Di più, - secondo gli amministrativisti -, il dissenso degli uffici regionali risulterebbe dunque riferito a questioni che non formavano oggetto della conferenza, inoltre, “il parere sarebbe illegittimo anche per non aver considerato la realtà del territorio ternano, del tutto sfornito di cliniche private”, si legge negli atti.
Il nodo dei posti letto e dei servizi sul territorio
In effetti, proprio la situazione rappresentata nel ricorso principale da parte della Regione confliggerebbe - secondo quando hanno evidenziato i legali del comune di Terni -, con lo stato di fatto, in quanto per la Provincia di Terni sono stati resi disponibili 80 posti letto in regime di accreditamento o convenzionamento e altri 42 posti privati.
E, da qui, sarebbe in contrasto anche con il criterio dei servizi di prossimità che regola i servizi pubblici di welfare, creando così uno squilibrio territoriale tra la Provincia di Terni e quella di Perugia.
Una partita ancora aperta fino al Consiglio di Stato
D’altro canto - fanno notare ancora gli avvocati –, “lo stesso esperto consultato dalla Direzione regionale salute e welfare avrebbe confermato la possibilità di rilasciare in sede di conferenza di servizi l’autorizzazione alla costruzione della struttura sanitaria”. Anche per questo, dunque, la partita Stadio/Clinica appare tutt’altro che chiusa, in attesa della pronuncia del Consiglio di Stato.