AGI - Impresa leggendaria per Federica Brignone. A Cortina d’Ampezzo, sulla ‘sua’ Olympia delle Tofane, l’azzurra ha scritto la storia trionfando nel supergigante dei Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026. Per ‘Fede’, 35 anni, soprannominata la ‘Tigre di La Salle’, ha completato con la medaglia d’oro la sua già nutrita collezione olimpica. Dopo le medaglie in slalom gigante (bronzo del 2018 e argento del 2022, più il bronzo in combinata), ecco lo stupendo oro in supergigante.
Una medaglia doppiamente incredibile perché conquistata davanti all’Italia intera, sulle nevi di casa, davanti al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e soprattutto per quanto ha sofferto dopo la terribile caduta del 3 aprile scorso, quando l’inforcata nella seconda manche del gigante degli Italiani in Val di Fassa aveva messo a rischio la sua carriera.
Ora, a 315 giorni dal grave infortunio alla gamba, Federica è entrata nella storia diventando la quinta italiana a vincere l’oro olimpico nello sci alpino. La prima a vincere l'oro olimpico è stata Paoletta Magoni in slalom speciale nel 1984 a Sarajevo. Gli ori successivi sono stati quelli di Deborah Compagnoni, ben tre: quello in supergigante ad Albertville 1992, quelli in slalom gigante a Lillehammer 1994 e a Nagano 1998. Oro olimpico in supergigante anche Daniela Ceccarelli nel 2002 a Salt Lake City. Sofia Goggia, oggi uscita, è stata campionessa olimpica di discesa libera a PyeongChang 2018.
La gara perfetta: crono e podio
Federica ha azzeccato le linee perfette e la velocità migliore per piazzare una zampata che è apparsa subito vincente. Il suo crono di 1’23″41 è stato solo avvicinato, a partire dalla francese Romane Mirandoli, argento a 41 centesimi. Bronzo al collo dell’austriaca Cornelia Huetter a 52 centesimi, capace di soffiare per un solo centesimo la medaglia alla connazionale Ariane Raedler. Ottimi piazzamenti anche per le altre italiane: quinta Laura Pirovano e settima Elena Curtoni.
Le parole della campionessa: "Non me lo aspettavo"
"È qualcosa di incredibile, ho pensato a sciare e fare il mio massimo, ho detto 'o la va o la spacca', non pensavo di poter vincere l'oro, sinceramente - ha commentato Federica -. Non me lo sarei aspettata, mai nella vita, è davvero qualcosa di speciale. Forse ce l'ho fatta oggi perché non mi mancava, sapevo di aver fatto il massimo, è stata la mia forza, mi valutavo un'outsider, oggi è qualcosa di speciale".
Quella maledetta frattura scomposta pluriframmentaria del piatto tibiale e della testa del perone della gamba sinistra, e la rottura del legamento crociato anteriore, stavano mettendo a rischio la sua carriera. Federica ha stretto i denti, ci ha creduto e ora è campionessa olimpica, coronamento di una carriera pazzesca fatta di trionfi. Quello della Brignone, 35 anni, valdostana, portacolori dei Carabinieri, è un oro incredibile, nato dalle lacrime, dal dolore e dalla determinazione, un trionfo cresciuto dal coraggio e dalla sua grinta innata e concretizzato dal talento e dalla classe.
"Sono senza parole, non so veramente cosa dire. Ho cercato di lasciare andare gli sci, avevo il SuperG in testa, non volevo essere perfetta, ma rimanere nel ritmo, non pensavo di vincere l'oro. Sono arrivata giù, ho detto 'ho fatto una bella manche' ma non pensavo così. Non ci credo neanche io", ha poi aggiunto.
La mamma di Federica, "sto male"
Il commento del presidente del Coni
"È un onore essere qui accanto a delle atlete e a degli atleti che ci stanno rendendo orgogliosi. La scelta di Brignone come portabandiera? Le Olimpiadi non sono soltanto vincere medaglie, ma anche vincere le avversità. Per quello ho pensato a Federica, tutti noi nella vita attraversiamo sofferenze e avversità, ha dimostrato come saper reagire. Dietro di lei c'è tutto, devo dirlo, è una delle poche volte in cui mi sono commosso". Così a Raisport il presidente del Coni Luciano Buonfiglio commenta l'oro di Federica nel supergigante femminile.