AGI - Con l'accensione simbolica dei riflettori sullo stadio di San Siro e sulle vette dolomitiche, ha preso ufficialmente il via la cerimonia inaugurale dei XXV Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026.
L'evento segna l'avvio di una manifestazione diffusa, capace di unire la modernità urbana e la tradizione montana in un racconto che intreccia eccellenza agonistica e storie di profonda umanità. Per la prima volta nella storia dei Giochi invernali, il protocollo si è svolto in contemporanea tra Milano e Cortina d'Ampezzo, declinando visivamente il concetto di armonia come connessione tra territori e valori.
La delegazione dell'Italia Team, composta da 146 atleti, ha sfilato per ultima come Paese ospitante, preceduta dalla Francia e dagli Stati Uniti, nazioni che ospiteranno rispettivamente le edizioni del 2030 e del 2034. Ad accogliere l'ingresso degli azzurri è stata una grande ovazione. La squadra ha sfilato in modo coordinato tra diverse località: a Milano 70 atleti delle discipline del ghiaccio e del fondo sono stati guidati dai portabandiera Arianna Fontana e Federico Pellegrino. Parallelamente, a Cortina d'Ampezzo, 35 atleti hanno seguito gli alfieri Federica Brignone e Amos Mosaner, mentre i restanti componenti della nazionale hanno animato i poli di Predazzo e Livigno.
Omaggio allo stile italiano e alzabandiera
La cerimonia ha reso omaggio allo stile italiano con un tributo a Giorgio Armani. Tre gruppi di modelle hanno sfilato indossando creazioni tricolori che hanno trasformato la bandiera italiana in un'immagine vivente, prima di consegnare il vessillo a un corazziere. Sul fronte istituzionale, l'alzabandiera a San Siro è stato affidato per la prima volta a un plotone del Reggimento Corazzieri in uniforme di gran gala, alla presenza del Presidente della Repubblica. In contemporanea, sulla piazza Angelo Dibona di Cortina, si è registrata una novità assoluta mondiale con tre carabinieri donne in grande uniforme storica incaricate di issare il Tricolore.
Le delegazioni straniere e il tributo del Giappone
Tra le delegazioni straniere, la rappresentanza statunitense è risultata la più numerosa con 235 atleti. La presenza del vicepresidente JD Vance in tribuna autorità è stata accolta dal pubblico con una reazione composta, mentre qualche fischio, durato pochi istanti, ha accompagnato l'ingresso della delegazione di Israele. Particolare attenzione ha destato la sfilata del Giappone: i 120 atleti nipponici hanno reso omaggio all'Italia sventolando sia la bandiera del Sol Levante sia il Tricolore, un gesto che segue la recente visita a Tokyo della premier Giorgia Meloni.
Spettacolo e autorità internazionali
Il momento spettacolare ha visto protagonista Mariah Carey, che in un abito bianco firmato da Fausto Puglisi ha interpretato una versione personale di "Nel Blu, dipinto di Blu". Tra le autorità internazionali presenti sugli spalti sono stati immortalati anche i reali dei Paesi Bassi: il Re Guglielmo Alessandro, la Regina Maxima e la Principessa d'Orange.
L'eredità olimpica e la visione futura
In chiusura, il presidente del Comitato Organizzatore Giovanni Malagò ha richiamato l'eredità olimpica italiana, citando Cortina 1956, Roma 1960 e Torino 2006. "I Giochi di Cortina segnarono una svolta storica con la prima diretta televisiva europea; questa volta saranno seguiti da miliardi di persone in più di cento Paesi", ha dichiarato Malagò, definendo l'evento un'edizione pionieristica e diffusa. "Siamo pronti a scrivere una nuova pagina della storia olimpica, ispirati dai valori di eccellenza, amicizia e rispetto, in un'edizione rispettosa dell'ambiente e la più equilibrata di sempre in termini di rappresentanza tra donne e uomini".