AGI - Rocco Commisso "era una persona piacevole, ambiziosa, era molto orgoglioso della sua carriera, è sicuramente da ammirare il suo percorso, perché tutto quello che si è costruito, l'ha fatto da solo": questo il ricordo di Giancarlo Antognoni all'AGI.
"Puntava a grandi risultati ed effettivamente negli anni sono arrivati", ha ricordato la bandiera viola, "anche se ha visto sfumare le tre finali che ha disputato: due di Conference League" poi vinte nel 2023 dal West Ham e la stagione successiva dall'Olympiakos, "e la finale di Coppa Italia" persa con l'Inter nel 2023.
"Ho conosciuto Commisso quando ero dirigente alla Fiorentina, nel periodo in cui ero Team Manager con Della Valle ed ero l'unico ad avere ancora il contratto con la precedente proprietà", ha rievocato l'ex centrocampista che dopo il ritiro dal calcio giocato, nel 1990, è entrato a far parte della dirigenza viola già sotto la famiglia Cecchi Gori.
"Ricordo di aver presentato e fatto da 'apriporta' al presidente Commisso allo stadio di fronte a 10 mila persone, tra le quali il sindaco e Joe Barone, suo uomo di fiducia" e scelto come direttore generale nel 2019, l'anno in cui comincio' la sua presidenza viola. "Commisso ha investito molto sulla Fiorentina, non solo nella scelta dei giocatori ma anche nella costruzione delle strutture", ha sottolineato Antognoni, "ha voluto il Viola Park che credo sia oggi uno dei centri più belli e all'avanguardia d'Italia, ed era proprio quello che mancava alla Fiorentina".
"Mi dispiace molto per la sua scomparsa, e per il dolore della sua famiglia che ho conosciuto, la moglie Catherine e i suoi figli", ha aggiunto. Rocco Commisso "non veniva spesso alle partite, ma avevo un rapporto ottimo con lui": lo ha raccontato Antognoni, spiegando però che con il patron viola, morto negli Stati Uniti all'età di 76 anni, ci fu anche "un'incomprensione" quando era 'club manager' che lo portò a lasciare la Fiorentina nel luglio 2021.
"Con Pradè direttore sportivo, io mi occupavo delle decisioni di acquisti, cessioni, investimenti", ha rievocato l'ex capitano viola che dal 2024 è tornato a ricoprire l'incarico di capo delegazione della nazionale Under 21. "Dopo il Covid, Commisso mi propose di diventare responsabile del settore giovanile, ma ai tempi non c'era ancora un centro sportivo perciò ho rifiutato la sua proposta".