AGI - Un invito senza riserve all'emozione e un vero e proprio "grido di battaglia" contro la prigione emotiva maschile. È stato presentato oggi ad Alice nella Città, nell'ambito della Festa del Cinema di Roma, "Se ami qualcuno dillo", l'esordio alla regia di Marco Bonini tratto dal suo omonimo romanzo. Nel cast un gruppo di interpreti legati da lunga amicizia e profonda intesa professionale: Edoardo Leo, Claudia Gerini, Giovanna Mezzogiorno, Biagio Venditti e Clemente Lupo.
Al centro della storia c'è Sergio (Edoardo Leo), un uomo che attraversa un profondo cambiamento emotivo, e l'universo relazionale che lo circonda: la compagna Gabriella (Claudia Gerini), l'ex moglie Alba (Giovanna Mezzogiorno) e il figlio Giulio (Biagio Venditti).
Un ruolo, quello del protagonista, che Edoardo Leo ha accettato dopo anni di ritrosia e gestazione: “Io questo personaggio l'ho visto prima com'era e poi l'ho frequentato dopo: era una sfida interpretativa complessa e una responsabilità che non volevo prendermi. Per tanto tempo ho storto il naso, poi alla fine ho ceduto felicemente. È un personaggio difficile da leggere sulla pagina, in un equilibrio perfetto tra follia e poesia”.
Centrale nel racconto è anche il confronto tra le due figure femminili, interpreti di due archetipi di donna capaci di superare le rivalità di facciata. “Gabriella è un'eroina romantica che vive nell'oggi e nella negazione di se stessa pur di nutrire il suo amore”, spiega Claudia Gerini. “Mi è piaciuto tantissimo lavorare con Giovanna: due donne diverse che si capiscono e diventano complici contro chi le ha ferite”.
Un'esperienza condivisa da Giovanna Mezzogiorno (nel ruolo dell'ex moglie Alba): “Porto a schermo la 'stanza del dolore' di chi ha visto un grande amore infrangersi. Ma la bellezza del film sta nel modo in cui queste due donne arrivano a comprendersi e a unirsi. Sul set c'è stata una generosità reciproca non scontata che ha migliorato il lavoro di tutti".
Il film esplora anche il ricambio generazionale nell'intelligenza emotiva, rappresentato dal personaggio del figlio Giulio. “Lavorare con Marco su questa consapevolezza è stato fondamentale”, racconta Biagio Venditti. “Giulio è un ragazzo che si trova a dover fare quasi da padre a suo padre, ma impara a costruire una propria strada di uomo basata sulla dolcezza e sulla vulnerabilità, lontano dai vecchi modelli”.