AGI - «Abbiamo un tema molto importante che è la disparità del potenziale economico che oggi hanno i grandi player globali quando entrano nei mercati nazionali». Lo ha detto l'amministratore delegato della Rai, Giampaolo Rossi, a margine del convegno organizzato da Confindustria Radio-tv su prominence, pluralismo e nuove regole nell'ecosistema digitale, rispondendo alla proposta avanzata da Antonio Marano di redistribuire il 5% degli utili delle grandi compagnie americane.
«Il tema qual è? I soggetti come Rai, come Mediaset, cioè i grandi broadcaster, vivono all'interno di un sistema di regole e di norme molto vincolante - ha spiegato Rossi - Noi abbiamo, per esempio, gli obblighi di investimento nel settore dell'audiovisivo. Abbiamo la necessità di tutelare l'industria dell'audiovisivo italiana. Come Rai abbiamo degli obblighi legati al contratto di servizio». Secondo l'ad di viale Mazzini, la competizione con i grandi operatori globali presenta quindi uno squilibrio strutturale: «È chiaro che se la misurazione di questo mercato è data solo sul potere economico lo squilibrio è evidente perché alcuni soggetti che operano nel nostro mercato non hanno gli stessi vincoli normativi che abbiamo noi». «La possibilità di trovare delle formule per riequilibrare da una parte la disparità economica e dall'altra anche le regole di ingaggio credo che sia una cosa utile», ha concluso.
La crescita di Warner Bros. Discovery in Italia
«Siamo il terzo operatore italiano e quindi sicuramente ci stiamo difendendo bene, ma in realtà stiamo ancora crescendo», ha spiegato Alessandro Araimo, Executive vice president e Managing director Italy di Warner Bros. Discovery, illustrando il percorso del gruppo per rafforzarsi nel mercato televisivo italiano.
Araimo ha sottolineato i risultati registrati negli ultimi mesi, in particolare per il canale Nove: «Il Nove ha avuto un anno eccellente anche nel 2025», ha spiegato, aggiungendo che il gruppo è «alla continua ricerca di nuovi stimoli, di nuove idee, di nuove possibilità di programmi». La strategia, ha precisato il manager, punta da un lato a consolidare l'offerta esistente e dall'altro a individuare nuovi progetti editoriali: «La riflessione è da una parte sviluppare ulteriormente quello che abbiamo perché pensiamo che il Nove possa ancora crescere in particolare in prime time, e poi vedere se sul mercato si possono trovare combinazioni forti, programmi e talent che possano aggiungere qualcosa all'attuale programmazione».
Nessuna trattativa per nuovi volti noti
Alla domanda sulla possibilità di coinvolgere nuovi volti noti della televisione come Alberto Angela in scadenza di contratto con la Rai, Araimo ha spiegato che al momento non ci sono trattative in corso. «Guardiamo un po' tutto, ma in questo momento non c'è nessun tipo di discussione aperta. Stiamo cercando di lavorare sul tema dei formati, cioè capire quali possono mettere innovazione all'interno della televisione gratuita italiana. Quando siamo riusciti a trovare chiavi di innovazione interessanti il pubblico ha reagito bene», ha concluso Araimo.
Barachini, "over the top contribuiscano alla produzione contenuti"
“Garantire un accesso rapido e facile all’informazione di interesse pubblico è fondamentale”, è l'auspicio del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Informazione e all’Editoria, Alberto Barachini secondo il quale “viviamo in un’era nella quale la distribuzione condiziona in qualche modo l’accesso all’informazione e questo condiziona a sua volta anche la capacità di partecipare alla vita democratica e politica dei cittadini. Avere un’informazione di interesse pubblico e quindi essere stimolati a partecipare alla vita pubblica vuol dire anche essere cittadini informati”.
Secondo il sottosegretario, tuttavia, il sistema nazionale si trova oggi a fronteggiare una concorrenza internazionale con regole differenti: “Oggi il sistema nazionale soffre una concorrenza internazionale con regole a volte diverse e a condizioni deontologiche e di responsabilità diverse. I grandi Over the top lavorano con regole diverse che sono quelle della ricerca di coinvolgimento dei cittadini, ma non hanno le stesse responsabilità e questo può essere ed è già un problema oggi”
Barachini ha quindi sottolineato il ruolo della prominence nel garantire l’accesso a contenuti informativi affidabili: "La prominence è fondamentale perché oggi tutte le norme anche europee ci ricordano quanto bisogna garantire ai cittadini un accesso sicuro a un’informazione professionale o certificata”. Un obiettivo reso più complesso dal peso crescente delle piattaforme digitali.
Il sottosegretario ha richiamato anche il ruolo dell’informazione locale nel sistema democratico: "Le tv e le radio locali fanno parte di un tessuto cognitivo e informativo fondamentale”. E ha aggiunto: “Chi legge informazione, chi segue l’informazione sono le stesse persone che poi partecipano alla vita democratica e votano. Io spesso dico che chi legge elegge”. Il calo della partecipazione elettorale, ha osservato, è legato anche alla diminuzione dell’interesse verso l’informazione: “Questo percorso va invertito”.
Barachini ha quindi indicato la necessità di rafforzare il sostegno pubblico e di promuovere iniziative anche a livello europeo: "Servono sempre più risorse pubbliche per difendere i sistemi nazionali e i sistemi europei. Credo che serva anche un intervento a livello comunitario a difesa dell’informazione europea, l’Europa stia già definendo regole avanzate, ad esempio sull’intelligenza artificiale".
Infine, sulla proposta di destinare una quota degli utili delle grandi piattaforme digitali americane al sostegno dell’informazione, il sottosegretario ha espresso apertura. “Sono perfettamente d’accordo sulla riflessione che i grandi Over the Top partecipino alla produzione di contenuti”. “Se vogliamo difendere i sistemi editoriali nazionali ed europei dobbiamo fare in modo che chi distribuisce quei contenuti li retribuisca correttamente e partecipi alle spese. Oggi produrre informazione è costoso e distribuirla non costa nulla. Questo non può andare avanti”, ha concluso Barachini.