Sayf barista a Sanremo: "Spero di rappresentare chi si sente rappresentato da me"
Thomas Cardinali
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Il clima è leggero, quasi familiare. Sayf si muove tra macchina del caffè e bancone, ringrazia, firma autografi, posa per qualche foto. A chi gli chiede come faccia a reggere i ritmi serrati della kermesse, risponde con ironia: “Bevo pochi caffè in realtà, vivo questa settimana con la tranquillità di sempre”. Qualcuno gli fa notare come, per molti ragazzi italiani di seconda generazione, possa rappresentare un punto di riferimento, sulla scia di artisti come Ghali e Mahmood. Mentre indossa il casco per ripartire con la sua moto spiega: “Io spero di fare bene e spero di rappresentare al meglio chi si sente rappresentato da me”.