AGI - Valerio Lundini debutta alla regia con "Cambogia", presentato nella sezione Freestyle della 21esima edizione della Festa del Cinema di Roma. Il film, prodotto da Groenlandia con Rai Cinema e distribuito nelle sale da 01 Distribution a partire dal 18 marzo, vede protagonista lo stesso Lundini al fianco di Benedetta Porcaroli in una surreale commedia metacinematografica.
"Mi è piaciuto giocare sullo stereotipo della violenza innecessaria", ha raccontato Lundini sul red carpet della Festa del Cinema di Roma. "Nelle serie crime, quando vengono ammazzati i parenti dei personaggi, questi non si arrabbiano più di tanto; quando invece i protagonisti ricevono insulti, finiscono per spararsi. Mentre scrivevo notavo che se qualcuno fa uno sgambetto a un altro viene trucidato, se invece gli viene ucciso un familiare la reazione è di totale comprensione. L'impunità costante è stata il vero motore che mi ha spinto a scrivere il film".
Benedetta Porcaroli: "Ho creduto subito nel talento di Lundini"
Ai microfoni dell'AGI, Benedetta Porcaroli ha raccontato il divertimento provato durante le riprese, nelle quali interpreta un surreale doppio ruolo. "Ho creduto fin dal primo istante al talento di questo giovane uomo, attore e regista. Devo dire che per il momento non mi ha deluso, anche perché il film ancora non l'ho visto", ha spiegato con ironia.
Parlando del suo personaggio, Luana, l'attrice ha aggiunto: "Mi ha fatto proprio ridere la sua calma serafica in un mondo di violenza esasperata".
Lundini: "Fare cinema è più difficile, la televisione è più divertente"
Per Lundini, il passaggio dalla televisione al cinema comporta anche un diverso rapporto con il pubblico. "È più difficile fare cinema perché ci sono tanti film belli in giro. La televisione, però, è più divertente, perché la gente non deve pagare il biglietto e quindi, se una cosa non viene proprio benissimo, ci si può riprovare. Al cinema hai un patto preciso con lo spettatore che prende la macchina, cerca parcheggio ed entra in sala".
Sul red carpet era presente anche Gabriel Montesi, che ha raccontato il lavoro sui suoi personaggi e l'esperienza sul set. "Valerio ti fa entrare nel suo mondo in modo bellissimo, possiede una comicità che nasce da una personalità fantastica. Questo progetto ci ha dato la possibilità di viaggiare su due linee lavorate creando maschere. Quella di Mozzico è la più grottesca e mi ha divertito di più, l'ho interpretata lavorando per sottrazione rispetto all'altra maschera che recito, Guglielmo. È stato un modo affascinante per intercettare reale e finzione, davvero una grande opportunità".