AGI - Si chiama "Tutto è già qui" ed è un nuovo un album di inediti dopo tanto tempo, che Mauro Pagani si regala in occasione del suo 80esimo compleanno. L'opera è in uscita il prossimo venerdì 16 ottobre ed è composta da 10 brani caratterizzati da una grande ricerca sonora e testuale. Il disco racconta un percorso intimo e personale, in cui Mauro si interroga sulla persona che è stato, su ciò che ha raggiunto e su ciò che sarà.
I bilanci personali e la genesi dei brani
Una sorta di summa della sua esperienza artistica e umana fino a oggi: "Ho l'abitudine di prendere degli appunti sonori, quando mi viene un'idea - racconta all'AGI Pagani - Nel rimettere ordine, lo scorso anno, mi sono reso conto che il tesoretto degli appunti era corposo. Ho pensato fosse arrivato il momento di svilupparli. Di cose da raccontare, negli ultimi 23 anni (è del 2003 il mio ultimo disco di inediti, Domani), me ne sono capitate." "Tutto mi manca", è una canzone sulla nostalgia, sa di bilancio rispetto all'oggi: "Ho compiuto 80 anni quest'anno, inevitabile fare bilanci. Rifarei tutto quel che ho fatto, magari con un passo più quieto, ma senza lasciar da parte nulla. Io sono il mio passato, ma sono anche il mio presente. Sono i miei errori e i miei successi".
Il documentario biografico e la colonna sonora
C'è anche un documentario biografico in cui sono inseriti alcuni brani: "Dopo l'uscita della mia autobiografia 'Nove Vite e dieci Blues', la casa di produzione Lumiere - racconta l'artista - mi propose di farne un documentario. Cristiana Mainardi, la regista, e Lionello Cerri, il produttore, sono prima di tutto miei cari amici, non riuscii a rifiutare. Un istante dopo aver accettato, cominciò a salirmi l'ansia: l'idea di essere scrutato così tanto da vicino, per lunghi giorni, mi agitava molto. Quando vidi la prima stesura del montaggio, tirai un gran sospiro di sollievo: Cristiana aveva centrato le mie aspettative. Un racconto lieve, onesto, umano e reale. Quando cominciammo a parlare della colonna sonora, mi sembrò naturale accompagnare il racconto per immagini con, anche, tre inediti che sono parte di Tutto è già qui".
La riflessione sulla musica di oggi e sui giovani
Inevitabile ad artista che ha visto grandi cambiamenti, chiedere cosa pensa della musica di oggi, del cosiddetto "mordi e fuggi". "Tanto è 'mordi e fuggi', in questi strani giorni che stiamo attraversando. E lo dice uno che tra un disco e l'altro - sottolinea Mauro Pagani - ha lasciato correre 23 anni. Si tratta di logiche commerciali a me lontane, ma andrei oltre: credo che dietro a questa overproduzione, si nasconda, anche, un bisogno di autoaffermazione. Di dire: 'ci sono anche io', che derivi dalla poca attenzione che mettiamo nell'ascoltare le giovani generazioni, siamo sempre pronti a criticarli e poco a metterci in ascolto. Naturalmente, non tutto quello che raccontano nei loro brani mi pare interessante, ma, forse, è un modo per dirci: 'guarda che esisto anche io'".
L'identità artistica e il no a Sanremo in gara
C'è qualche giovane che come stile somiglia a Mauro Pagani nel panorama musicale attuale? "Non so chi mi somigli - dice - so che ci sono alcuni artisti 'giovani' che mi piacciono. Che, seppur con un linguaggio musicale diverso dal mio, raccontano con musica e parole anche i miei bisogni, i miei dubbi, le mie fragilità. A chi fa musica 'mordi e fuggi', direi che per essere artista tutta la vita è necessario costruirsi e difendere la propria identità, che ti rende unico e riconoscibile. Altrimenti, si rischia di diventare ex artisti a 30 anni". E Sanremo? "Andare in gara non fa per me - conclude - sono la persona meno competitiva sulla faccia della terra. Se mi invitassero come ospite ci potrei pensare".