AGI - Sessant'anni, e non sentirli: Lorenzo Cherubini, per tutti Jovanotti, spegne sessanta candeline nella sua Roma, la città dove tutto è cominciato e dove, non a caso, è tornato quest'estate per chiudere in bellezza il suo ultimo giro di concerti.
Rapper per caso, cantautore per vocazione, dj da sempre, la sua carriera è un lungo rifiuto di stare fermo dentro un'etichetta sola.
Gli esordi tra radio, discoteche e rap
Nato a Roma il 27 settembre 1966, da genitori toscani originari di Cortona, cresce nella Capitale fino a diciannove anni, già innamorato delle radio e delle discoteche romane. A a sedici anni è già dietro la consolle come dj, ipnotizzato dalla dance e da un hip hop americano che allora in Italia conoscevano in pochi.
Ma sarà il trasferimento a Milano e l'incontro con Claudio Cecchetto a cambiare tutto. È lui a lanciare i primi singoli di ispirazione rap come “Gimme Five", "È qui la festa?", "La mia moto" e a trasformare un ragazzo di periferia in uno dei volti più riconoscibili della musica italiana. Da quel momento nasce ufficialmente Jovanotti, nome che arriva dritto da "giovanotti", il plurale un po' scanzonato di "giovanotto".
La maturazione artistica negli anni Novanta
Ma è negli anni Novanta che il personaggio comincia a diventare artista. Nel 1991 arriva l'album "Una tribù che balla"; l'anno dopo, in un moto di coscienza civile, pubblica il singolo "Cuore", dedicato al giudice Giovanni Falcone, ucciso nella strage di Capaci. Lo stesso anno esce "Lorenzo 1992", disco che resta in classifica per settimane e che consacra brani entrati nella memoria collettiva come "Sono un ragazzo fortunato" e "Non m'annoio". Seguono un tour a due voci con Luca Carboni, fatto di duetti insoliti, e la collaborazione estiva con Gianna Nannini in "Radio Baccano". Il rap ingenuo delle origini lascia gradualmente spazio a un suono più maturo, che negli anni successivi si aprirà alla world music, sempre filtrata attraverso hip hop e funk. Da "L'ombelico del mondo" a "A te", da "Baciami ancora" a "Un raggio di sole", passando per "Il più grande spettacolo dopo il Big Bang".
Le canzoni che hanno segnato più generazioni
in oltre quarant'anni di carriera Jovanotti ha costruito un catalogo diventato colonna sonora di più generazioni. "A te", lanciata a Sanremo 2008 e rimasta prima in classifica per otto settimane consecutive, è anche una dichiarazione d'amore alla compagna di sempre, Francesca Valiani, sposata quello stesso anno nella chiesa di Santa Maria Nuova a Cortona, dove il cantautore vive ormai da anni dopo stagioni divise tra Milano e New York.
La rivoluzione del Jova Beach Party
Nel 2018 arriva l'idea che ridefinisce il concetto stesso di concerto: il Jova Beach Party, tour senza precedenti su sedici spiagge italiane nell'estate 2019, con oltre sessanta artisti ospiti e show che partono nel primo pomeriggio per finire a notte fonda.
L'incidente e la difficile rinascita
Nel luglio 2023, in vacanza con la moglie a Santo Domingo, Jovanotti ha un brutto incidente in bicicletta. Un dosso non segnalato, una caduta violenta, il femore sbriciolato nella zona del trocantere e la clavicola fratturata. Operato d'urgenza sul posto, non riuscì a rientrare subito in Italia per il rischio di embolia; una volta a casa, i medici dell'Humanitas di Milano scoprono un batterio che sta intaccando l'osso, e nella seconda operazione perde quattro litri di sangue. Lui stesso ha raccontato di aver rischiato la vita per setticemia, e di aver dovuto reimparare a camminare da zero. Da quell'esperienza, definita a sorpresa "un dono", nasce l'album "Il corpo umano vol. 1", uscito a gennaio 2025.
Un 2025 ricco di riconoscimenti
Il ritorno sul palco dell'Ariston, come superospite a Sanremo 2025, diventa così il simbolo pubblico di una rinascita. L'anno del sessantesimo compleanno si è rivelato particolarmente denso. Il 4 febbraio Jovanotti è stato insignito del titolo di Commendatore della Repubblica, ricevuto al Quirinale dal presidente Sergio Mattarella.
Il 10 aprile ha partecipato a una puntata speciale di "Affari Tuoi" insieme a Gianni Morandi, passata alla cronaca per il celebre "pacco del Dottore". In estate, il suo tour, ribattezzato Jova Giro, è partito e si è chiuso proprio a Roma: il 12 e 13 settembre due serate al Circo Massimo, con il sindaco Roberto Gualtieri salito sul palco nella seconda data per un omaggio musicale alla città natale dell'artista.
A novembre arriverà nelle sale "Lorenzo", il documentario firmato da Dario Zonta e Carlo Zoratti che ripercorre la sua storia sul grande schermo, un regalo di compleanno decisamente più cinematografico del solito. Pochi ricordano che, prima di diventare "Jovanotti" per tutti, Lorenzo Cherubini ha usato anche gli pseudonimi Gino Latino e Jeronimo. E c'è un filo diretto tra la sua vita privata e le canzoni più amate: "A te" è dedicata alla moglie Francesca, "Mario" al padre, "Le tasche piene di sassi" alla madre Viola, mentre nel recente "Fuorionda" canta apertamente dell'incidente in bici e di quel momento, in ambulanza, in cui ha capito cosa significhi davvero rischiare la vita.
Coerente con se stesso fino in fondo, Jovanotti ha anticipato di non voler fare troppo caso ai suoi sessant'anni. Organizza feste di lavoro da quando ne aveva sedici, ha raccontato durante la tappa romana del Jova Summer Party, e per questo il proprio compleanno è sempre passato in secondo piano. Nessun progetto già scritto in agenda, ha precisato, ma nessun addio alle scene, solo la voglia di continuare a lavorare senza idee prefissate né scadenze. Alla domanda su quali canzoni ami di più, la risposta è stata immediata: quelle d'amore, le uniche capaci di durare davvero nel tempo.