Il ruolo di Pascal Gallois e la visione del festival
Gallois, celebre fagottista, solista, direttore d’orchestra e pedagogo, ha avuto un ruolo decisivo nella storia del repertorio contemporaneo per il suo strumento, partecipando a prime esecuzioni che hanno segnato la letteratura musicale del Novecento, dalla Sequenza XII di Luciano Berio al Dialogue de l’ombre double di Pierre Boulez, fino a Psalmus di Wolfgang Rihm. Oggi attivo anche come direttore d’orchestra, dal 2015 guida Les Musicales de Quiberon, dove ha sviluppato un progetto fondato sul dialogo tra repertorio e creazione, intrecciando la tradizione francese con nuove prospettive compositive.
L'opera: dialogo tra la memoria di Fauré e la tradizione italiana
È proprio all’interno di questa visione che si rinnova l’incontro con Cavallone. La commissione di D’après Fauré nasce dalla volontà di Gallois di affiancare alla tradizione una rilettura contemporanea, affidando a un autore italiano l’elaborazione di un riferimento fondamentale della musica francese. Il brano prende spunto da Après un rêve di Gabriel Fauré, ma Cavallone non si limita a citarne la memoria: la plasma, la trasforma e la restituisce come un’immagine osservata da una distanza mutevole, capace di riconfigurarsi semanticamente. Nel tessuto musicale emergono suggestivi riferimenti alla tradizione italiana, con echi di Berio e Nono, in un gioco di rimandi che rende la memoria materia viva e dinamica.
La collaborazione con il Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia
La prima mondiale sarà affidata al Trio della Serenissima del Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia, formato da Carlo Maria Vianello Mirabello al violino, Leonardo Mariotto alla viola e Costanza Battistella al violoncello. La presenza dell’ensemble veneziano si inserisce in un rapporto più ampio tra Quiberon e il Conservatorio, invitato d’onore dell’edizione 2026 del festival. L’istituzione è attualmente guidata da Roberto Gottipavero, che resterà direttore fino al 31 ottobre 2026, mentre dal 1° novembre la direzione passerà a Chiara Staibano. Il Trio sarà protagonista di due appuntamenti: il 26 settembre con musiche di Darius Milhaud e Luigi Boccherini, e il 27 settembre con D’après Fauré, accostato a pagine di Boccherini ed Ermanno Wolf?Ferrari.
La presenza veneziana crea così un ulteriore livello di dialogo all’interno del progetto: una nuova opera italiana, nata dalla collaborazione tra Cavallone – docente di composizione al Conservatorio di Venezia – e Gallois, e dal confronto con la tradizione musicale francese, viene presentata in Francia da un ensemble legato a una delle più importanti istituzioni musicali italiane.
Il programma della dodicesima edizione de Les Musicales de Quiberon
Fondate nel 2015 da Gallois, Les Musicales de Quiberon sono cresciute intorno all’idea di affiancare il grande repertorio alla creazione contemporanea. La dodicesima edizione, in programma dal 25 al 27 settembre, inaugurerà il rinnovato Palais des Congrès Louison Bobet e proporrà un percorso dedicato alla musica francese, da Couperin e Rameau a Fauré, Debussy, Ravel e Chausson. Accanto al repertorio storico, il festival presenterà nuove opere di Pascal Dusapin, Olga Neuwirth e Paolo Cavallone. La creazione di Neuwirth, Tombeau III, sarà diretta dallo stesso Gallois, confermando la centralità della musica di ricerca nella programmazione.
Il legame artistico tra Paolo Cavallone e la Bretagna
Per Cavallone, il ritorno in Bretagna assume inoltre un significato particolare. Dopo i recenti successi dell’opera teatrale Il D’Annunzio Segreto e del nuovo CD Miroirs d’esquisses, pubblicato da Da Vinci Classics, il compositore torna in una terra con la quale ha già sviluppato un legame artistico profondo. In passato ha collaborato con l’Orchestre National de Bretagne per la commissione e la prima esecuzione del doppio concerto Metamorfosi d’amore, eseguito all’Opéra di Rennes, oltre che per la registrazione del brano Porte e la realizzazione del CD Hóros, presentato a Radio France. Quest’ultimo lavoro contiene anche Daimon, trio del 2009 interpretato da Magnus Andersson, Rohan de Saram e Pascal Gallois.
La nuova commissione di D’après Fauré si colloca dunque all’interno di una relazione artistica già consolidata. Con Gallois, Cavallone ritrova in Bretagna un interlocutore sensibile alla creazione contemporanea e alla costruzione di nuovi percorsi tra memoria e innovazione, confermando Quiberon come uno dei luoghi più vivaci del dialogo musicale europeo.