AGI - La cosa più importante di ‘Odissea’ di Christopher Nolan, da domani in sala in Italia per Universal, è che ti lascia incollato alla sedia per tre ore e non te ne accorgi. La storia di Ulisse o Odisseo che cerca di tornare nella sua Itaca dopo dieci anni di guerra contro Troia, vinta grazie a una sua astuzia – il celebre cavallo con all’interno i soldati achei - fa parte della memoria collettiva. Pochi ne ricordano i dettagli, ma tutti la conoscono e conoscono i protagonisti.
Personaggi e adattamenti della storia
Dalla maga Circe a Polifemo, dalla ninfa Calipso a Scilla e Cariddi, da Agamennone a Menelao, da Telemaco e Penelope al cane Argo che aspetta il padrone per vent’anni prima di morire. Per cui è ancora più sorprendente restare tre ore sulla sedia a vedere ciò che si conosce e che ci si aspetta e restare ugualmente sorpresi. E non importa molto che ci siano concessioni a Hollywood e l'assurda pretesa di rappresentare tutte le etnie e i colori dell’umanità, che Elena sia nerissima (interpretata da Lupita Nyong'o nel doppio ruolo della moglie di Menelao e della sorella Clitemnestra moglie di Agamennone), che ci siano molti attori di colore tra i marinai di Ulisse, che ci sia anche un asiatico. Non importa neanche che nel finale conceda un po’ allo spettacolo facendo salvare Telemaco, di ritorno da Sparta, da Ulisse stesso e non da Atena come raccontato da Omero, oppure interpretando un po’ in chiave simil Avengers la resa dei conti finale con i Proci, che qui non sono mai chiamati così.
Produzione e cast stellare
Il film di Nolan, acclamato negli Usa e già fortissimo candidato all’Oscar, funziona bene e piace. Un blockbuster forte di un budget di 250 milioni di dollari (il più alto della carriera di Nolan), nonché primo lungometraggio ad essere girato interamente Imax su pellicola 70 mm, per cui sono stati utilizzati oltre 610 chilometri di pellicola. Un film con un cast stellare: Matt Damon è Ulisse, Anne Hathaway è la moglie Penelope, poi ci sono Tom Holland (Telemaco), Robert Pattinson (Antinoo), Samantha Norton (la maga Circe), Zendaya (Atena) e Charlize Theron (la ninfa Calipso). Oltre a loro, importantissimo, il tre volte premio Oscar Ludwig Göransson, autore delle musiche.
La visione cinematografica di Nolan
Con ‘Odissea’ Nolan ha dato sfogo alla sua fantasia visionaria partendo dalla “madre di tutte le storie”, inserendo elementi di puro cinema come il cavallo di Troia semi-sepolto nella spiaggia che ricorda immediatamente la statua della Libertà del ‘Pianeta delle scimmie’. Oppure Polifemo che per Nolan non urla contro Nessuno ma assomiglia a un mostro (con un occhio solo, verticale) della saga del Signore degli Anelli. O la maga Circe in versione horror che modella le facce dei compagni di Ulisse trasformandoli in maiali. O, ancora, i morti che il re di Itaca incontra quando scende nell’Ade per parlare con Tiresia: una sorta di zombie aggressivi e furiosi con lui perché non ha dato sepoltura ai loro corpi lasciandoli maledetti per sempre.
Temi e messaggi del film
Ma ‘Odissea’ non è solo una pellicola in cui Nolan dà sfogo alla sua capacità visionaria, c’è anche la volontà di mandare messaggi. E, malgrado ci siano state critiche sul modo di parlare dei protagonisti e sulle licenze che il regista si è preso, è bello vedere come da un’opera immensa sia possibile trarre lezioni di attualità. Dalla guerra che lascia uno stato di dolore permanente in Ulisse, una sorta di sindrome post traumatica all’amore per Penelope (rappresentato da una spilla di Atena da cui Ulisse non si separa mai) più forte di tutto, tranne che del desiderio di conoscenza che lo porta a ripartire (stavolta con la moglie) verso lidi lontani.
Riflessioni sul presente
Parla, l’Ulisse di Nolan, “dei tempi bui del presente ancora da superare" e sembra che parli di oggi. Così come, in maniera quasi ossessiva, si parla della ‘legge di Zeus’, del rispetto per gli ospiti, per chi arriva da lontano. Una legge che, dopo la guerra di Troia, sembra non valere più. E non si può non pensare alla violenta politica anti immigrati di Donald Trump e alle posizioni dei partiti sovranisti occidentali. Ma i temi trattati – in maniera esplicita o meno - nel film sono tanti e non si possono esaurire in poche righe. Ognuno riuscirà a coglierne diversi ed è anche questo un motivo di forza del film di Nolan.