AGI - Qual è il futuro del Teatro delle Vittorie, la celebre location di via Col di Lana (nel quartiere Prati di Roma) che per decenni ha ospitato programmi, da "Canzonissima" a "Studio Uno", che hanno fatto la storia della tv pubblica? Il direttore generale corporate della Rai, Roberto Sergio, lo ha rivelato oggi in audizione davanti alla commissione di Vigilanza.
"Il Teatro delle Vittorie - ha esordito il dirigente dell'azienda di viale Mazzini - rappresenta una delle pagine più importanti della storia della televisione italiana dove si sono svolti programmi, eventi e produzioni che hanno contribuito a formare l'identità culturale del Paese e la memoria di intere generazioni. Il suo valore storico è indiscutibile e costituisce parte integrante del patrimonio culturale della Rai. Tuttavia il riconoscimento di tale valore non esime dalla necessità di valutare se l'immobile continui a rappresentare, nelle mutate condizioni tecnologiche e produttive, un'infrastruttura strategica per il perseguimento degli obiettivi aziendali.
"La responsabilità gestionale - ha proseguito Sergio - impone infatti di considerare con attenzione i costi di mantenimento, gli investimenti necessari all'adeguamento strutturale e tecnologico, il livello di utilizzo effettivo e la capacità dell'immobile di rispondere alle esigenze produttive contemporanee".
Valutazioni su Palazzo Labia
"Analoghe considerazioni possono essere svolte con riferimento a Palazzo Labia, straordinario complesso monumentale di Venezia, tra i più prestigiosi esempi del patrimonio storico e artistico nazionale. Il valore culturale dell'edificio arricchito degli affreschi di Tiepolo è universalmente riconosciuto e merita la massima tutela - ha proseguito il dg Sergio - ma anche in questo caso, la questione da affrontare riguarda la funzione che tale bene è chiamato a svolgere rispetto alla missione industriale e produttiva dell'azienda. La tutela di un bene culturale e la sua valorizzazione possono essere perseguite attraverso molteplici strumenti, non necessariamente coincidenti - ha puntualizzato - con il mantenimento della proprietà da parte di una società concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo".
Valorizzazione e investimenti futuri
"L'obiettivo non è scegliere tra memoria e innovazione, tra tradizione e futuro - ha detto Sergio parlando ancora del Teatro delle Vittorie -, l'obiettivo è garantire che il patrimonio materiale e immateriale costruito in oltre settant'anni di storia continui a produrre valore per i cittadini, rafforzando la capacità della Rai di adempiere, anche nei prossimi decenni, alla propria missione culturale, informativa e democratica al servizio della Repubblica".
"La valorizzazione di specifici asset patrimoniali non deve essere interpretata come una dismissione della memoria aziendale - ha spiegato ancora Sergio - bensì come una scelta finalizzata a rafforzare la capacità della Rai di investire nelle infrastrutture produttive, nelle tecnologie digitali, nella sicurezza delle reti e degli impianti, nell'innovazione editoriale e nella formazione delle proprie professionalità. La sfida che si pone oggi dinanzi al servizio pubblico consiste infatti nel trasformare il patrimonio accumulato nel passato in una leva di sviluppo per il futuro".
Interlocuzione con il Ministero della Cultura
"C'è un'interlocuzione in corso con il Ministero della Cultura che ha manifestato interesse sia per il Teatro delle Vittorie sia per Palazzo Labia", ha poi precisato Sergio, sempre in commissione di Vigilanza, rispondendo a una domanda sull'interesse del Mic per il Teatro delle Vittorie a Roma e Palazzo Labia a Venezia.
"Ora è da valutare se il ministero ritenga che ci siano i tempi per anticipare il processo di vendita del pacchetto di immobili in dismissione, mettendo in campo una veloce negoziazione, o se sia necessario attendere il rogito, che dovrebbe esserci, se tutto va bene, entro la fine dell'anno, per l'esercizio del diritto di prelazione da parte del Mic oppure della regione o del comune competente" ha concluso Sergio.