AGI - Willie Peyote, cantautore e rapper indie, non si tira mai indietro nel prendere posizioni forti. "Viviamo in un periodo di grandi contraddizioni - premette -. Due sono i temi sui cui riflettere, ovvero il bisogno del ritorno alla collettività davanti a tanto individualismo e la redistribuzione della ricchezza. Il mondo è un parco giochi per ricchi. Se sono pessimista? Dopo il referendum lo sono di meno. E comunque anche in musica serve qualcuno che dica le cose in controtendenza. Oggi la musica rischia di essere un po' troppo appiattita alle esigenze di mercato. Un inno per il Torino? Finché c'è Cairo non se ne parla".
L'artista torinese, grande tifoso granata ma critico verso l'attuale proprietà, ha annunciato l'uscita del suo nuovo album dal titolo emblematico, che sembra un ossimoro: "Anatomia di uno schianto prolungato", in uscita il 15 maggio.
Il nuovo disco e il tour
Contemporaneamente, a parte "qualche ospitata a festival o in altre occasioni", come ha specificato, Peyote (al secolo Guglielmo Bruno), annuncia un tour che però non sarà in estate: "Io suono in autunno - ha spiegato durante una conferenza stampa - l'estate la lascio agli altri stavolta. Preferisco l'autunno".
Un titolo tra cinema e contraddizioni
"Anatomia di uno schianto prolungato" ha una ispirazione cinematografica (Anatomia di una caduta), "ed è anche un po' un ossimoro - ha detto l'artista - perché in fondo viviamo in un periodo pieno di contraddizioni. È un disco che esce a poco più di un anno dall'altro, il riferimento cinematografico sta sì nella caduta ma qui, è uno schianto, che si protrae...".
La metafora del tempo che passa
Il titolo coglie le contraddizioni di un periodo in cui tutto sembra andare verso la fine senza mai arrivarci davvero: si parla di fine delle ideologie, tramonto della civiltà occidentale, crollo del sistema capitalistico, morte del pianeta e talvolta addirittura estinzione della razza umana. Ma poi, pur di fronte a un costante e evidente peggioramento, tutto rimane ancora in piedi. La parola anatomia invece, oltre a richiamare titoli cinematografici, vuole anche indicare la metafora della lenta e inesorabile "caduta" del corpo umano nel processo di invecchiamento che si manifesta dal superamento dei 40 anni in poi.
Impegno sociale e politico
"Perché è vero - ha spiegato Peyote - sto invecchiando, questa è la realtà e va accettata". Un disco dove ricorre l'impegno sociale e politico, alternato a pezzi più leggeri. "Ci sono tanti messaggi - ha sottolineato - c'è Luigi (Mangione ndr, brano rap in cui si sottolinea che la battaglia di classe c'è stata ma l'hanno vinta i ricchi). Ho scelto lui come estrema conseguenza di un sistema dove si evidenzia che i ricchi sono molto lontani dai poveri e purtroppo, racconta bene l'epoca in cui viviamo".
Il mondo come parco giochi per ricchi
"Oggi il mondo è un parco giochi per i ricchi. Il patrimonio mondiale è in mano a pochissime persone e di conseguenza, il problema, lo sottolineo, è quello della redistribuzione della ricchezza". Temi politici anche in "Sapone di Marsiglia": "Cielo grigio e caschi blu"... per fotografare "la militarizzazione del quartiere Vanchiglia a Torino che - ha detto Peyote - è stato un laboratorio di risposte veementi".
Controcultura e territorio
Il riferimento è allo sgombero del centro sociale. "Molti luoghi oggi - ha spiegato - sono sacche di controcultura e vengono costantemente chiusi. Io sono vicino ad Askatasuna, la mia posizione su questo è chiara".
I brani e le collaborazioni
Il disco contiene 11 brani, di cui uno, "In cerca di uno schianto", chiude il documentario "Elegia Sabauda" e apre il disco fungendo da collegamento tra il capitolo precedente appena concluso e l'inizio del successivo. Torino c'è, ma c'è anche Roma con "Che caldo fa a Testaccio": "È il mio quartiere preferito - ha specificato - il luogo del cuore che frequento. La scelta della collaborazione con Noemi per questo brano, non è casuale".
La musica di oggi e Sanremo
Riflessioni sulla musica di oggi: "È tutto molto appiattito, si trovano molti dischi simili - ha detto Peyote - per ragioni di produzione. L'Eurovision? Mi piace la scelta della Spagna e dei Paesi Bassi". L'artista ha poi ricordato la sua presenza al Primo Maggio a Taranto: "Meglio essere lì".
Musica e responsabilità
Ha ribadito in generale che "La musica non deve avere per forza un ruolo politico ma può averlo, e gli artisti possono essere amplificatori di temi sociali e politici. Io dei problemi me li pongo come cittadino e quindi, lo faccio anche da cantante. E poi serve che ci sia qualcuno che sia in controtendenza. Non si deve aver paura di dire qualcosa che spaventa o di perdere numeri o ascolti".
Il calcio e il Toro
Sanremo? "Oddio - ha esclamato - è finito da due mesi! Comunque ho scoperto che è la canzone a scegliere Sanremo. In ogni caso sono curioso di vedere cosa farà De Martino". Si chiude con il calcio, con la domanda se nel futuro di Willie Peyote ci sarà una canzone che poi possa essere adottata dal tifo granata come accaduto a Bresh con "Guasto d'amore". "No, per ora no, niente canzoni per il Toro finché c'è questa presidenza", ha chiarito.
Il tour nei club
Willie Peyote sarà in tour dal prossimo 10 ottobre nei club d'Italia.