AGI - Ha raccontato 75 anni di storia della manifestazione nel suo ‘Dizionario del Festival di Sanremo’(Coniglio Editore), opera di riferimento assoluto sulla kermesse, attraverso vite, carriere, successi e passi falsi degli interpreti e degli autori delle 2185 canzoni (finora) presentate in concorso: Eddy Anselmi commenta per l’AGI tutte le serate dell’edizione 2026 dell’evento musicale più celebre e seguito d’Italia in 5 voci.
Conduzione
Il Festival non si muove dai binari del conosciuto. Conti è un uomo cronometro, Laura è la padrona di casa cui ormai siamo affezionati, Vincenzo De Lucia mostra il suo talento. Ubaldo Pantani, però, vale molto di più del personaggio di Lapo Elkann cui pare perennemente inchiodato.
Quanto a Irina Shayk, al netto dell’opportunità di avere invitato una modella russa – che si ritrae gelidamente da commenti di carattere politico - nel quarto anniversario dell’invasione dell’Ucraina, ci è sembrato di vedere entrare in campo uno di quegli acquisti stranieri della nostra squadra del cuore tanto annunciati dalla stampa quanto del tutto incapaci di influire sul risultato.
Trotterella in campo, non tocca una palla: se fosse stata una partita di calcio, la squadra del Festival ieri avrebbe giocato in dieci. Il format Sanremo è però talmente forte, e la scaletta dello show costruita talmente bene, che gli ascolti tengono alla grande, crescendo serata dopo serata: ieri non giocava la Champions League, e si è superata la soglia del 60% di share.
Conferma
La conferma della serata è senza ombra di dubbio Sal Da Vinci. Canta con potenza e mestiere una canzone tradizionale vestita con un funky orecchiabilissimo che andrà lontano. La sua voce non ha mai una sbavatura, una sporcatura.
Cinquantasette anni, nato a New York per la tournée del padre, non era troppo accreditato dai pronostici ma potrebbe essere l’uomo da battere. Il Festival ha bisogno di allegria e di colore, e Salvatore Michael Sorrentino è uno dei pochi che ce li può dare. E in Europa, lo dico per i fan dell’Eurovision, potrebbe riportarci sul podio dopo cinque anni.
Curiosità
La sezione nuove proposte purtroppo resta anacronistica, ormai seconda chance di troppi reduci dai talent show. Dopo la finale di ieri continua l’incantesimo, o la maledizione di Arisa, ultima donna a vincere nella categoria ormai 17 anni fa.
Dopo di lei hanno vinto solo solisti maschili: Tony Maiello, Raphael Gualazzi, Alessandro Casillo, Antonio Maggio, Rocco Hunt, Giovanni Caccamo, Francesco Gabbani, Lele, Ultimo, Leo Gassmann, Gaudiano, Settembre e appunto Nicolò Filippucci. Clara, che vinse un premio a dicembre 2023, si affermò nelle qualificazioni e debuttò a Sanremo direttamente tra i Campioni.
Ricordo
Troppo di questo Festival è costruito sul ricordo: una cauta rassegna che guarda all'indietro, un cerchio del purgatorio eterno dove Ubaldo Pantani fa per sempre Lapo, ed Eros Ramazzotti canta ancora “Adesso tu” festeggiandone anniversari improvvisati (la finale del 1986 fu il 15 febbraio, non il 26 febbraio, contrariamente a ciò che hanno fatto dire a Carlo Conti in onda).
Troppo spesso ci danno un Festival per teenager degli anni Ottanta condannati a rimpiangerli, solo la gara guarda al futuro, ricordandoci che il meglio deve ancora venire. L’epitome di questa attitudine è la scaletta di Max Pezzali, che canta davanti a un ledwall che mostra una banconota da 10 mila lire e Alessandro Volta che muove le labbra cantando “con un deca”.
“Ogni sera sempre più coinvolgente”, glossa il direttore artistico.Un ledwall con una banconota andata fuori corso un quarto di secolo fa e che molti dei cantanti in gara non hanno mai visto se non nei negozi di numismatica. È come se a Sanremo 1968 avessero cantato “Pippo non lo sa” o “Il tamburo principale della banda d’Affori”.
Sorpresa
Per chi ha letto le classifiche dei servizi di streaming e per chi conosce la potenza delle fandom non è una sorpresa, ma avere visto Sayf e Luchè tra i primi cinque della serata di ieri ha fatto capire quanto le radio e soprattutto il pubblico faranno la differenza nella classifica finale. Stampa e scommettitori avevano quasi ignorato Luchè: stasera canterà “Falco a metà” con Gianluca Grignani, e non ci stupiremmo di vederlo ancora nella parte alta della classifica. Qualcuno ha ipotizzato che Carlo Conti avrebbe convocato tanti cantanti napoletani per contenere un effetto Geolier distribuendo i voti popolari. Noi, al contrario, non saremmo sorpresi se vedessimo, sabato sera, tre proposte partenopee sui primi tre gradini del podio.
Eddy Anselmi
Giornalista, storico della musica pop e autore televisivo, Eddy Anselmi è uno dei massimi esperti italiani del Festival di Sanremo e dell'Eurovision Song Contest. Ha esordito con ‘Festival di Sanremo – Almanacco illustrato della canzone italiana’ (Panini, 2009), poi aggiornato in ‘Il Festival di Sanremo – 70 anni di storie, canzoni, cantanti e serate’ (De Agostini, 2020). La prima edizione del suo ‘Dizionario del Festival di Sanremo’, opera di riferimento assoluto sulla storia della kermesse, è stata pubblicata nel 2009. Una nuova edizione aggiornata, che copre 75 anni di storia dal 1951 al 2025, è stata pubblicata da Coniglio Editore il 16 gennaio 2026.
Tra i suoi altri titoli: ‘Rischiatutto – Storia, leggende e protagonisti del programma che ha cambiato la televisione’ (Rai ERI, 2016; con Pino Frisoli) e ‘Bianca, rosa e nera: cent’anni di storia d’Italia nella cronaca popolare, un riassunto per punti della memoria collettiva italiana’. Dal 2012 collabora con la RAI come autore e consulente per l’Eurovision, contribuendo a numerose edizioni fino a quella di Basilea 2025. Nel 2025 ha partecipato come esperto musicale al game show Don’t Forget the Lyrics – Stai sul pezzo! su Canale 9, accanto a Gabriele Corsi.