AGI - Arriva oggi 20 febbraio su HBO Max, con un episodio a settimana, 'Portobello', la serie HBO Original diretta da Marco Bellocchio che ricostruisce la parabola umana e giudiziaria di Enzo Tortora. Sei puntate da 60 minuti che riportano al centro uno dei più clamorosi errori giudiziari italiani.
Gli attori dello straordinario cast che ha affiancato Fabrizio Gifuni (nei panni di nzo Tortora) sul set hanno raccontato all’AGI i punti di vista dei rispettivi personaggi dentro la macchina della giustizia.
Fausto Russo Alesi: dopo Tortora il sistema è cambiato
Fausto Russo Alesi, che interpreta il pubblico ministero Diego Marmo, ha sottolineato una delle fragilità del sistema di allora: "Sicuramente una particolarità di quel sistema era il fatto che bastavano tre testimonianze per fare una prova, per essere una prova e questo sicuramente è qualche cosa di abbastanza inconcepibile, per fortuna adesso questa cosa non c’è più".
"Mi stupisce che nonostante questo - ha aggiunto - hai la sensazione che comunque l’essere umano si assentava comunque in qualche modo perché certe cose erano probabilmente domande da porsi prima di arrivare a delle conclusioni. Domande da porsi e che per fortuna si sono poste dopo. Però è stato un calvario incredibile per quest’uomo, terribile”.
Preziosi: l'inizio di un sistema di manipolazione delle informazioni
Alessandro Preziosi, nei panni del giudice istruttore Giorgio Fontana, ha posto l’accento sulla manipolazione dell’opinione pubblica: “In questo caso c’è una sorta di incontrollabile manipolazione dell’opinione pubblica - ha spiegato all'AGI - credo che questo racconto sembra essere proprio l’inizio di un sistema di manipolazione delle informazioni, della ricostruzione dei fatti, dell’opinabilità di un modo di essere, di quanto può essere fuorviante il mezzo televisivo, di quanto può essere fuorviante una verità in un editoriale di Enzo Biagi”. E ancora: “C’è in qualche modo una inversione dei pianeti, è come se improvvisamente tutto ciò che ha mantenuto magicamente, magneticamente il mondo in un certo modo venga totalmente sovvertito. È una sovversione senza precedenti nel nostro Paese”.
Lino Musella: mio personaggio vuole essere Enzo Tortora
Lino Musella, che dà volto al criminale camorrista dissociato e discutibile collaboratore di giustizia Giovanni Pandico, ha riflettuto sulla distorsione personale che attraversa la vicenda: “Il mio non è un uomo di legge, però ha una sua visione della giustizia, una visione distorta, malata, orrenda. Però è molto semplice in realtà, e tutto avviene attraverso il meccanismo della televisione, cioè lui ha una sorta di ipnosi attraverso questo mezzo. Che cosa vuole semplicemente? Sovvertire. Vuole che quel personaggio vada al suo posto e andare al posto di quel personaggio, in qualche modo. Ed è proprio il principio del male, cioè l’invidia, in fondo a diversi livelli è esattamente questa cosa. Cioè io voglio trasferire su te il mio malessere e voglio prendermi quello che hai tu. E in fondo in modo illogico provoca qualcosa del genere. Lui comincia a vivere dal momento in cui è considerato personaggio pubblico improvvisamente e Tortora finisce nelle sue condizioni”.
Barbora Bobulova: dalla serie tv esce il lato umano della vicenda
Barbora Bobulova, che interpreta la sorella del protagonista Anna Tortora, ha richiamato il peso del fattore umano della vicenda: “Io credo che quello che esce proprio fortemente da questa serie è il lato umano, già quello che ha detto Romana, ma anche il lato umano un po’ bieco delle persone, che è sempre quello che fa la differenza, oppure fa andare male le cose. Gli errori, come sono stati chiamati giudiziari, ovviamente sono errori fatti da uomo. Quindi il fattore umano è fortemente presente, spicca tantissimo”.
Maggiora Vergano: ho avuto pudore di contattare Francesca Scopelliti
Romana Maggiora Vergano, che nella serie è Francesca Scopelliti, compagna di Tortora durante il processo, ha raccontato la scelta di non contattarla durante la preparazione: “Ho riflettuto molto su questo, se contattarla o meno prima durante la preparazione, e devo dire che ha vinto il pudore. Questa è la storia di Enzo in cui Francesca ha un ruolo fondamentale, ma il mio timore era di non riuscire a renderle giustizia con il tempo che avevo proprio sullo schermo e quindi in qualche modo mi sono lasciata ispirare dalle parole e dal ricordo di Enzo che scrive queste lettere intensissime e strazianti dal carcere”.
Sul lavoro attoriale ha aggiunto: “Per un’attrice, io poi sono molto giovane, è molto interessante avere a che fare con personaggi silenziosi perché c’è un mare dentro questi silenzi. Le parole sono molto importanti ma non dette altrettanto e stratificano secondo me l’anima di un personaggio perché tu con le parole puoi dire una cosa ma con lo sguardo ne puoi dire l’esatto opposto. Una presenza silenziosa secondo me fa molto più rumore a volte”.
Infine, rispetto alle parole di Francesca Scopelliti sul fatto che il processo Tortora non sia mai finito e l'invito a votare Sì proprio per questo al prossimo referendum sulla giustizia del 22-23 marzo, Vergano ha precisato: “Rispetto al referendum non credo che questa sia la sede più opportuna per entrare nel merito. Però ti posso dire da trentenne, sono una delle più giovani all’interno del cast, che io spero che questa serie susciti un interesse verso il tema complesso della giustizia e quindi che la gente vada a votare perché incuriosita dalla giustizia in senso assoluto e quindi che non la si viva più come una cosa molto lontana da noi, ma che possa avvicinare le persone, che prendano coraggio ed esercitino il diritto di voto, io è questo quello che mi auguro”.