AGI - Roma diventa per un giorno capitale di Westeros con la presentazione di A Knight of the Seven Kingdoms, la nuova serie originale di HBO Max ambientata 90 anni prima degli eventi di Game of Thrones. Il prequel, tratto dalle novelle di George R.R. Martin dedicate alle avventure di Dunk ed Egg, amplia l’universo narrativo della saga con uno sguardo più intimo e umano, pur mantenendo intatta la forza epica del mondo creato dallo scrittore americano.
In occasione della presentazione romana, l’AGI ha incontrato in esclusiva lo showrunner Ira Parker, che ha raccontato il legame personale con la serie madre: “Ero un grande fan della serie TV. La serie TV è arrivata in un periodo molto formativo della mia vita. Stavo ancora a scuola e stavo scoprendo cosa volevo fare e vedere che ormai tutto poteva essere fatto in televisione è stato fondamentale. Era il momento in cui i creativi si avvicinavano davvero, in cui nascevano personaggi affascinanti e in cui qualunque cosa poteva succedere. Mi ha entusiasmato e, sinceramente, mi ha fatto venire voglia di diventare uno scrittore televisivo".
Un amore nato anche grazie ai libri
"Prima di questo leggevo moltissimo Harry Potter, probabilmente sette o otto volte. Poi un amico all’università mi ha detto che dovevo provare qualcos’altro. Gli ho chiesto se stessi ancora leggendo libri per bambini e lui mi ha passato Game of Thrones. Da quel momento sono diventato un fan".
Il confronto diretto con George R. R. Martin.
"È sempre la prima persona con cui parlo. Abbiamo avuto conversazioni davvero bellissime a Santa Fe, dove vive, ed è lì che è iniziato tutto questo processo: capire se eravamo sulla stessa lunghezza d’onda, se amavamo le stesse cose di queste novelle e se volevamo raccontare la stessa storia. Amiamo Dunk e volevamo portare sullo schermo un adattamento molto fedele di questi libri. Ogni singola sceneggiatura passava prima da lui. Era il primo a leggerla, mi faceva domande, parlavamo delle note e dei suoi pensieri. È stato uno dei migliori collaboratori creativi della mia vita".
La differenza tra 'A Knight of the Seven Kingdoms' e 'Game of Thrones'
"Direi che è uno show più focalizzato. 'Game of Thrones' aveva tutto: i morti che tornano in vita, i draghi, la politica, le guerre epiche tra le famiglie. Qui invece abbiamo Dunk ed Egg. È come se fosse lo show su Il Mastino e Arya, o su Bronn e Podrick. George ama raccontare storie di outsider e qui abbiamo scelto un punto di vista più raccolto".
Grande attenzione alle scene d’azione
"Come tutto il resto quando fai televisione, è una collaborazione tra tanti artisti di livello mondiale. Con il nostro regista Owen Harris, abbiamo costruito una delle sequenze di battaglia più brutali e viscerali che questo franchise abbia mai visto, nell’episodio cinque. Non vedo l’ora che il pubblico la scopra".
Al centro della serie resta il rapporto tra Dunk ed Egg
“È una relazione cavaliere e scudiero, maestro e apprendista, che in molti modi diventa padre e figlio. Ma siccome Egg ha una certa educazione e Dunk no, spesso finiscono per essere quasi più simili a due fratelli. L’insegnamento va in entrambe le direzioni. Dunk insegna molto a Egg ed Egg insegna molto a Dunk. Insieme costruiscono una relazione di dare e avere che diventerà la più importante della loro vita, anche se all’inizio non se ne rendono conto".