AGI - In 'Prendiamoci una pausa' di Christian Marazziti, in arrivo al cinema dal 15 gennaio, la crisi di coppia diventa il punto di osservazione privilegiato per raccontare una società che ha sempre meno pazienza e sempre più paura di restare sola. Al centro del film, tra le varie coppie, c'è quella formata da Valter e Fiorella, interpretati da Marco Giallini e Claudia Gerini, due coniugi che condividono trent’anni di matrimonio e che si ritrovano a fare i conti con una decisione che mette in discussione tutto.
“Non è facile dire se si ha più paura di restare soli o infelici, poi dipende se sono coppie di adulti, coppie di ragazzini, le coppie di adulti sposati da trent’anni, come siamo io e Marco nel film”, premette Claudia Gerini, entrando subito nel cuore del tema, ovvero la "pausa di riflessione" che la sua protagonista chiede al marito. “Certamente si ha la paura di rimanere soli, anche perché dopo tanti anni tuo marito diventa anche il tuo punto di riferimento, la tua famiglia, il tuo amico”.
Il coraggio di fermarsi e la fiammella della passione
È da qui che nasce la difficoltà più grande: trovare il coraggio di fermarsi davvero. “Il coraggio di dire prendiamo spazio e capiamo se veramente c’è ancora quella fiammella accesa oppure se andiamo avanti per inerzia”, sottolinea l'attrice.
La fase della verità: quando i figli lasciano il nido
Marco Giallini lega quella stessa crisi a una fase precisa della vita di coppia, quando vengono meno le distrazioni quotidiane e arriva il tempo di guardarsi davvero con la propria partner: "Nella coppia ci stanno i figli, e quando i figli sono piccoli si sta sempre a pensare a loro. Poi però il tempo passa, i figli crescono, ognuno va per la sua strada e rimaniamo noi. Questo è il punto”. È lì che arriva il momento della verità secondo l'attore: “È quel punto che si vede se c’è ancora la famosa fiammella che diceva Claudia, perché poi si perdono di vista tante cose durante il tragitto, durante quel percorso per far crescere i figli. Questo lo dico per esperienza personale", confessa Giallini.
Christian Marazziti: la paura di rimanere soli e il senso della pausa
Per il regista Christian Marazziti, alla base di tutto c’è una paura ben precisa: "Io credo la paura di rimanere soli”, dice senza esitazioni. Una paura che porta spesso a scelte dolorose: "A volte si sacrifica la felicità per rimanere insieme, anche se le cose non vanno”. Da qui il senso profondo della pausa che dà il titolo al film: “La pausa serve, è fondamentale per capire, per sentire anche la mancanza, per creare quello stacco che ci permette di dire: che succede senza di me e tu come vivi senza di me?”. Un passaggio necessario perché “quel momento ti fa capire tante cose”.
La società di oggi: meno pazienza e consumismo sentimentale
Il film si inserisce anche in una riflessione più ampia sulla società di oggi, dove la pazienza nei rapporti sembra essersi assottigliata: "Mi sembra palese, è abbastanza visibile a tutti. Ormai se uno dice 'ho bucato una gomma' rischi di sentirti rispondere 'ti mollo'", osserva Giallini con la sua verace ironia. Claudia Gerini usa un’immagine chiarissima citando i social: “Oggi scrolla, capito? Adesso c’è molta meno voglia di mettersi in discussione, di riparare, anche per questioni di poco conto. Oggi si cambia, c'è un consumismo sentimentale. Le cose non si riparano più, si passa a un’altra cosa”. Eppure, aggiunge, “quando c’è sostanza e qualità vale la pena cercare di riaggiustare le cose, di vedere cosa si può correggere il tiro, di capire cos’è che ha fatto andare tutta questa polvere sulla cenere”.
Il successo della commedia italiana e il fenomeno Checco Zalone
Lo sguardo poi si allarga al cinema e al successo della commedia, con un riferimento inevitabile a Checco Zalone, campione d'incassi con il suo Buen Camino: "La gente va al cinema a vederlo perché vuole ridere e perché lui è un bravissimo comico”, dice Claudia Gerini sulle ragioni del successo. Per Giallini, Zalone è soprattutto un fenomeno: "Io mi alzo ed esco di casa pure se non so che film ha fatto. Se mi dici che Zalone ha fatto un film mi alzo e vado a vederlo”. Un successo che, secondo Gerini, ha precedenti importanti: “Quando è uscito Pieraccioni c’era il fenomeno Pieraccioni, quando sono usciti Aldo Giovanni e Giacomo c’è stato il fenomeno Aldo Giovanni e Giacomo. In Italia ci sono sempre stati grandi comici”.
Giallini insiste su ciò che rende il successo di Zalone così trasversale: "C’è un’intelligenza che traspare. Tante volte sembra dire cose tanto per, ma dentro c’è un mondo: il politicamente scorretto, ci sono un sacco di cose che a me fanno ridere”. Una comicità che racconta la quotidianità e che spiega con affetto, “aiuta tutti noi, aiuta tutto il cinema". Poi conclude: "Lui è un bravissimo ragazzo, anzi se gli avanzano due soldi magari me li dà pure a me".