A gi - Le principali organizzazioni internazionali dell'industria musicale hanno creato un sistema di etichettatura per identificare il livello di coinvolgimento dell'intelligenza artificiale nelle creazioni sonore, con l'obiettivo di offrire maggiore trasparenza agli utenti e stabilire un sistema unificato. ?Una misura promossa dalla Federazione Internazionale dell'Industria Fonografica (IFPI), dai Grammys, dal sindacato SAG-AFTRA (che rappresenta circa 160.000 attori, annunciatori, giornalisti radiotelevisivi, ballerini, cantanti e altri professionisti dello spettacolo negli Stati Uniti), dalla Recording Industry Association of America (RIAA), dalla American Association of Independent Music (A2IM), dalla Worldwide Independent Network (WIN), da IMPALA e dalla Human Artistry Campaign.
Le due categorie
?L'iniziativa, annunciata questo venerdì in un comunicato congiunto delle organizzazioni partecipanti, distingue tra due categorie: "Generata da IA" e "Assistita da IA". Nel primo caso, una registrazione rientrerà nell'etichetta "Generata da IA" quando l'intelligenza artificiale avrà creato la totalità o la maggior parte dei suoi elementi creativi, come la voce principale, una performance strumentale rilevante o l'intera composizione a partire da indicazioni testuali (prompt). Nel secondo, invece, ?l'etichetta "Assistita da IA", invece, si applicherà a quelle registrazioni create fondamentalmente da persone, in cui l'intelligenza artificiale è stata utilizzata unicamente per determinati elementi espressivi, mentre la voce principale e gli strumenti protagonisti rimangono affidati a esseri umani. ?"Queste etichette si applicano all'uso dell'IA generativa nelle registrazioni sonore e saranno presto disponibili per l'uso. Per il momento, il sistema non copre l'uso dell'IA generativa nei testi, nelle composizioni, nei videoclip o nelle copertine", aggiunge la nota. ?Il sistema è concepito per essere utilizzato principalmente dalle piattaforme di streaming musicale, dai distributori e da altri attori del settore. Le organizzazioni, inoltre, si impegnano a collaborare con i servizi di musica digitale, i distributori, gli aggregatori e gli organismi di standardizzazione per l'implementazione del sistema in tutta l'industria.
?I dati del fenomeno
?A aprile, il servizio di streaming musicale Deezer ha riferito che i brani generati dall'IA rappresentavano il 44% di tutta la nuova musica distribuita sulla sua piattaforma, mentre Apple Music stima che più di un terzo dei brani caricati sul proprio servizio sia "al 100% IA", come evidenzia il comunicato diffuso dalle associazioni. ?Sempre più artisti stanno esplorando "modi di utilizzare l'IA per sostenere e potenziare la propria creatività", si legge nella nota. Per questo motivo, queste nuove etichette aiuteranno gli ascoltatori "a distinguere tra registrazioni interamente generate dall'IA e quelle in cui gli artisti umani hanno utilizzato l'IA in modo limitato". ?Le organizzazioni promotrici hanno sottolineato che il nuovo sistema non intende mettere in discussione l'uso creativo dell'IA, bensì distinguere tra le opere interamente generate da algoritmi e quelle in cui lo strumento funge da supporto al lavoro artistico umano. ?"I fan vogliono sapere se e come è stata utilizzata l'IA generativa nella musica che ascoltano. Data l'importanza che la creatività umana e l'autenticità rivestono per gli amanti della musica in tutto il mondo, queste etichette forniranno un approccio alla trasparenza facile da comprendere e su larga scala", dichiarano nel comunicato Vikki Oakley, amministratrice delegata (CEO) di IFPI, e Mitch Glazier, presidente e CEO di RIAA.
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