AGI - Una vista ultra-nitida in 3D dei vasi sanguigni, movimenti motorizzati in sala operatoria e una riduzione dei tempi chirurgici e dell'esposizione ai raggi X. La Chirurgia Vascolare dell'IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, nel Veronese, conquista un primato nazionale, diventando il primo centro in Italia ad adottare il nuovo arco a C robotizzato Ciartic Move per l'imaging intraoperatorio.
Il sistema offre immagini ad altissima definizione, visualizzazioni da differenti angolazioni e acquisizioni tridimensionali durante l'intervento, rendendo le procedure più fluide e precise e riducendo la necessità di manovre correttive. L'apparecchiatura sarà impiegata inizialmente dall'Unità operativa guidata da Luca Garriboli, che effettua oltre 800 interventi all'anno, più della metà con tecniche endovascolari mininvasive, ma potrà essere utilizzata anche in altre specialità chirurgiche.
Chirurgia vascolare, immagini 3D per interventi più precisi
La nuova tecnologia è destinata soprattutto al trattamento delle patologie complesse dell'aorta, delle carotidi e delle arterie degli arti inferiori. "In generale, nelle procedure endovascolari - spiega Garriboli - non si incide in modo tradizionale: il chirurgo viaggia all'interno delle arterie attraverso piccolissimi accessi guidato unicamente dalle immagini radiologiche inviate dagli schermi in tempo reale. In questo contesto, vedere meglio significa intervenire con infallibile precisione".
La nuova apparecchiatura funziona come un assistente robotico, capace di riprodurre l'anatomia del paziente ad alta definizione e di avvicinarsi e allontanarsi dal tavolo operatorio attraverso comandi automatizzati. "Questo permette al team medico di posizionare stent ed endoprotesi con un'accuratezza millimetrica anche nei casi più delicati", sottolinea Garriboli. Il sistema consente inoltre la ricostruzione tridimensionale dell'anatomia e la verifica immediata dei risultati degli interventi.
Nelle procedure endovascolari, infatti, il chirurgo non vede direttamente il vaso sanguigno, ma lo raggiunge dall'interno attraverso cateteri e protesi, seguendo le immagini trasmesse sugli schermi. Una visualizzazione più nitida e tridimensionale permette di migliorare il posizionamento di stent ed endoprotesi, i dispositivi utilizzati per mantenere aperti o riparare i vasi.
Interventi più brevi fino al 30% e recupero più rapido
Tra i principali vantaggi della nuova apparecchiatura figurano la riduzione dei tempi chirurgici e la possibilità di limitare le procedure correttive durante l'operazione. "Grazie alla totale nitidezza dei dettagli e alla fluidità dei movimenti automatizzati del sistema, la durata complessiva degli interventi si riduce fino al 30%", sottolinea Garriboli. "Questa contrazione dei tempi porta vantaggi diretti, come una minore durata dell'anestesia, la drastica riduzione di manovre correttive o aggiuntive in corso d'opera e l'accesso a procedure sempre meno invasive, più sicure e con tempi di recupero nettamente più veloci", aggiunge.
Sui benefici per i pazienti interviene anche il chirurgo vascolare Gianguido Pruner: "Maggiore precisione significa minor rischio di complicanze post operatorie, interventi più brevi e quindi un ridotto dosaggio di anestesia, favorendo una ripresa post chirurgica più rapida".
Raggi X, esposizione alle radiazioni ridotta del 15%
Un ulteriore vantaggio riguarda la sicurezza dei pazienti e del personale sanitario, grazie alla riduzione dell'esposizione alle radiazioni durante gli interventi. "Operare sotto guida radiologica comporta l'impiego dei raggi X, soprattutto negli interventi ad alta complessità", spiega Garriboli. "L'innovativa strumentazione abbatte questo rischio grazie a una tecnologia avanzata che calibra e ottimizza la dose di raggi indispensabile per ottenere immagini perfette, assicurando un taglio del 15% nell'esposizione alle radiazioni a tutela sia del paziente sia dell'intera équipe medica", aggiunge.
Un sistema robotizzato che si muove autonomamente in sala operatoria
La nuova apparecchiatura è completamente motorizzata e può muoversi in diverse direzioni, raggiungendo il tavolo operatorio e allontanandosi quando non è necessaria. Le movimentazioni manuali sono assistite, riducendo lo sforzo fisico degli operatori e la necessità di impiegare più persone per posizionare un'apparecchiatura pesante e complessa. Grazie alla flessibilità del sistema, utilizzabile in diverse sale operatorie, l'ospedale di Negrar punta ad avvicinare le prestazioni dei propri ambienti chirurgici a quelle delle sale ibride ad alta tecnologia.
L'obiettivo è ampliare l'accesso a trattamenti avanzati per i pazienti provenienti anche da altre regioni italiane. "Essere i primi in Italia a portare la nuova tecnologia nella pratica clinica quotidiana significa mettere l'innovazione tecnologica più avanzata subito al servizio delle persone", commenta Claudio Cracco, amministratore delegato dell'IRCCS di Negrar. "Abbiamo portato in sala operatoria un nuovo modo di operare, dove precisione, rapidità e sicurezza si fondono per garantire le migliori cure possibili", conclude.