AGI - I primi vertebrati che conquistarono la terraferma circa 370 milioni di anni fa avevano un collo rigido e non riuscivano a girare la testa come gli animali moderni. E' quanto emerge da uno studio guidato da Dana Korneisel dell'Università di Uppsala, in Svezia, pubblicato sulla rivista Nature. La scoperta mette in discussione l'ipotesi secondo cui la separazione anatomica tra cranio e spalle avrebbe consentito immediatamente ai primi tetrapodi una maggiore libertà di movimento della testa. Nei pesci, la cintura scapolare è collegata al cranio. Durante l'evoluzione dei vertebrati terrestri questo collegamento scomparve, dando origine a una regione cervicale distinta.
Lo studio
Finora si riteneva che tale trasformazione avesse permesso agli animali di muovere la testa indipendentemente dal corpo. Per verificare questa ipotesi, i ricercatori hanno studiato la colonna vertebrale dello storione, un pesce moderno che conserva caratteristiche simili a quelle dei primi tetrapodi, tra cui la presenza della notocorda.
Attraverso prove meccaniche di flessione e torsione hanno misurato la rigidità dei tessuti, applicando poi i risultati alle ricostruzioni anatomiche ottenute dai fossili. Le analisi hanno mostrato che quasi tutti i tetrapodi primitivi esaminati possedevano una mobilità cervicale estremamente limitata. La capacità di sollevare la testa era generalmente paragonabile, o persino inferiore, a quella dei pesci.
"Abbiamo scoperto che il tipo di rotazione della testa che compiamo quando scuotiamo il capo non era possibile in nessuno di questi animali", spiega Korneisel. Le stime potrebbero inoltre sovrastimare la mobilità reale, perche' non considerano la resistenza aggiuntiva di muscoli, pelle e altre strutture anatomiche. Secondo gli autori, la capacità di muovere liberamente la testa si sarebbe sviluppata soltanto in una fase successiva dell'evoluzione dei vertebrati terrestri. Il metodo potrebbe ora essere utilizzato per ricostruire i movimenti di altri animali estinti.