AGI - I giovani adulti tendono più frequentemente a mangiare in risposta alle emozioni o a perdere il controllo sull'assunzione di cibo, mentre con l'avanzare dell'età aumenta la tendenza a regolare consapevolmente quanto si mangia. Anche il sesso e il peso corporeo influenzano questi comportamenti, rendendo impossibile stabilire un unico criterio valido per tutti per distinguere le abitudini alimentari comuni da quelle atipiche. E' quanto emerge da uno studio coordinato da Marjukka Nurkkala dell'Università di Oulu, in Finlandia, pubblicato sulla rivista Appetite.
La ricerca ha analizzato i dati di quasi 9.000 persone, individuando per la prima volta valori di riferimento specifici per età e sesso per valutare tre dimensioni del comportamento alimentare nella popolazione finlandese. Gli studiosi hanno utilizzato i dati di tre coorti di popolazione della Finlandia settentrionale, comprendenti partecipanti di circa 33-35, 45-46 e 68-70 anni. L'obiettivo era comprendere come cambino nel corso della vita le modalità con cui le persone regolano l'assunzione di cibo.
Lo studio
L'indagine si è concentrata su tre comportamenti:
- la restrizione cognitiva, cioè il controllo consapevole dell'alimentazione;
- l'alimentazione incontrollata, caratterizzata dalla difficoltà a limitare quanto si mangia;
- l'alimentazione emotiva, nella quale il consumo di cibo è influenzato dagli stati emotivi.
I risultati mostrano che l'alimentazione emotiva e quella incontrollata sono mediamente più accentuate negli adulti giovani, mentre la restrizione cognitiva risulta più frequente nelle fasce d'età avanzate.
Le differenze tra uomini e donne
Sono emerse anche differenze tra uomini e donne. Queste ultime hanno riportato, in media, livelli più elevati sia di restrizione cognitiva sia di alimentazione emotiva. Non è stata invece osservata una differenza comparabile tra i sessi per quanto riguarda l'alimentazione incontrollata. Anche l'indice di massa corporea, o BMI, è risultato associato alle abitudini alimentari. All'aumentare del BMI, i comportamenti alimentari emotivi e incontrollati tendevano a diventare più frequenti. Più complessa la relazione con la restrizione cognitiva, che generalmente aumentava insieme al BMI, ma mostrava una lieve diminuzione nelle donne con i livelli più gravi di obesità.
Uno dei principali risultati della ricerca è la definizione di valori normativi per il questionario Three-Factor Eating Questionnaire, nella versione TFEQ-R18, uno strumento utilizzato per valutare il comportamento alimentare anche nei percorsi di gestione del peso e nel trattamento dell'obesità. Il questionario assegna a ciascuna delle tre dimensioni un punteggio da zero a cento: valori più elevati indicano una maggiore presenza del comportamento esaminato. Finora mancavano riferimenti dettagliati per interpretare questi punteggi nella popolazione finlandese tenendo conto delle differenze legate all'età e al sesso. I nuovi valori potranno aiutare i professionisti sanitari a comprendere se il comportamento alimentare di una persona si discosti significativamente da quello di individui della stessa fascia d'età e dello stesso sesso.
Gli autori precisano tuttavia che tali riferimenti descrivono la distribuzione dei comportamenti nella popolazione e non costituiscono soglie diagnostiche nè indicano automaticamente la necessità di un trattamento. "Quando si interpretano i valori di riferimento, è importante ricordare che fattori come gli obiettivi di controllo del peso possono influenzare il comportamento alimentare", spiega Nurkkala, ricercatrice post-dottorato dell'Università di Oulu e coordinatrice dello studio.
Secondo i ricercatori, i risultati suggeriscono che la valutazione delle abitudini alimentari debba considerare le caratteristiche individuali, evitando di applicare indistintamente gli stessi parametri a persone di età, sesso e peso differenti. Saranno necessari ulteriori studi per comprendere come le tre dimensioni del comportamento alimentare interagiscano tra loro, come si modifichino nel tempo e quali cambiamenti possano essere più utili nei trattamenti dell'obesità.