AGI – Gli orsi grizzly del Glacier National Park, negli Stati Uniti, raggiungono le pietraie d’alta quota non per cercare bacche o piccoli mammiferi, ma per nutrirsi di migliaia di falene army cutworm, insetti ricchissimi di grassi e proteine che rappresentano una delle fonti alimentari più energetiche della loro dieta estiva.
Un cibo prelibato
Uno studio della Washington State University, pubblicato sulla rivista Biological Conservation, ha identificato per la prima volta con precisione gli habitat montani dove questi insetti si concentrano, fornendo uno strumento utile per proteggere le aree di alimentazione dei grizzly dall’aumento delle attività ricreative in alta montagna.
Le falene, lunghe poco più di due centimetri, nascono nelle Grandi Pianure americane e migrano ogni primavera verso le quote più elevate delle Montagne Rocciose per sfuggire alle alte temperature. Qui si rifugiano negli spazi ombrosi tra i massi delle pietraie alpine, dove vengono individuate dagli orsi grazie all’olfatto. Ogni falena apporta circa mezza caloria, ma un grizzly può consumarne migliaia in poche ore, accumulando preziose riserve energetiche in vista del letargo. “Le falene sono ricchissime di grassi e forniscono anche proteine di elevata qualità, soddisfacendo due dei principali fabbisogni nutrizionali dei grizzly come poche altre risorse naturali”, spiega Erik Peterson, primo autore dello studio, che definisce questi insetti una sorta di “burro per orsi”. L’addome delle falene, osserva il ricercatore, è infatti “gonfio di grasso liquido”.
Le modalità della ricerca
Il lavoro, durato tre anni, ha combinato rilievi sul terreno e osservazioni in elicottero tra il 2019 e il 2021. I ricercatori hanno censito le aree potenzialmente idonee alle falene e successivamente hanno monitorato la presenza degli orsi, costruendo modelli spaziali distinti per confrontare la distribuzione degli insetti con quella dei grandi carnivori. I risultati mostrano che le falene si concentrano in appena lo 0,3% della superficie del parco nazionale. La loro presenza dipende da caratteristiche molto specifiche delle pietraie, tra cui la dimensione dei blocchi rocciosi e il grado di umidità del suolo. La disponibilità di questi insetti si conferma il principale fattore che determina la scelta delle aree di alimentazione da parte dei grizzly durante l’estate. Secondo Daniel Thornton, coautore dello studio, raccogliere questi dati ha richiesto uno sforzo eccezionale. “L’impegno necessario non può essere sottovalutato: arrampicarsi sulle pietraie per cercare le falene e sorvolare il parco in elicottero per individuare gli orsi è stato un lavoro enorme”, afferma.
Gli effetti per la conservazione degli orsi
La ricerca ha anche importanti ricadute per la conservazione. Glacier National Park ospita una delle popolazioni di grizzly più consistenti delle Montagne Rocciose, ma ogni anno riceve circa tre milioni di visitatori. Se la maggior parte rimane nelle aree facilmente accessibili, cresce il numero di escursionisti e alpinisti che raggiungono proprio le vette frequentate dagli orsi durante la ricerca delle falene. In alcuni siti possono alimentarsi contemporaneamente oltre venti grizzly, e la presenza umana rischia di interferire con una fase cruciale del loro ciclo biologico. “Se un orso deve interrompere continuamente l’alimentazione per osservare il passaggio delle persone, sta sprecando tempo prezioso. In estate il suo unico obiettivo è accumulare calorie sufficienti per superare l’inverno”, conclude Peterson.
Le nuove mappe potranno aiutare i gestori del parco a pianificare meglio le attività ricreative e a proteggere gli habitat più sensibili, riducendo il disturbo nei principali siti di alimentazione dei grizzly