AGI - Dormire circa un'ora e venti minuti in meno ogni notte per sei settimane può tradursi in un aumento di peso di circa mezzo chilo e in uno stile di vita più sedentario, con possibili conseguenze sul rischio di obesità, diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari. È quanto emerge da uno studio della Columbia University Vagelos College of Physicians and Surgeons, pubblicato su Annals of Internal Medicine, che ha valutato gli effetti della deprivazione cronica ma moderata di sonno, una condizione che interessa circa il 30% degli adulti.
A differenza dei precedenti studi, basati su privazioni estreme di sonno per pochi giorni, i ricercatori hanno voluto riprodurre una situazione molto più vicina alla vita quotidiana di milioni di persone che dormono abitualmente cinque o sei ore per notte. "Il nostro studio dimostra che dormire a sufficienza può contribuire a ridurre il rischio di aumento di peso e delle condizioni associate all'obesità, come malattie cardiache e diabete", spiega Marie-Pierre St-Onge, docente di medicina nutrizionale alla Columbia University e coordinatrice della ricerca.
Lo studio sulla riduzione del sonno
Lo studio ha coinvolto 95 adulti che normalmente dormivano tra sette e otto ore. Per sei settimane i partecipanti hanno posticipato l'orario abituale di addormentamento di circa 90 minuti, mentre in un secondo periodo di sei settimane hanno mantenuto il normale ritmo del sonno.
Attraverso dispositivi indossabili sono stati monitorati durata del sonno, attività fisica, peso corporeo, circonferenza vita, composizione corporea e alcuni ormoni coinvolti nella regolazione dell'appetito.
Aumento di peso e sedentarietà
Al termine della fase di restrizione del sonno i partecipanti avevano guadagnato in media circa una libbra, pari a poco meno di mezzo chilogrammo. "L'aumento di peso osservato può sembrare modesto, ma si verifica in sole sei settimane", sottolinea il primo autore Faris Zuraikat. "Se questo schema si protraesse per un anno, la perdita di meno di un'ora e mezza di sonno ogni notte potrebbe determinare un incremento di peso clinicamente significativo".
Lo studio ha inoltre rilevato un aumento medio di 17 minuti al giorno trascorsi in attività sedentarie, che arrivava a quasi mezz'ora negli uomini e nelle donne in post-menopausa. Anche tenendo conto del maggiore tempo trascorso svegli, i partecipanti risultavano infatti meno attivi rispetto ai periodi in cui dormivano normalmente.
I possibili effetti sulla salute
I ricercatori ricordano che, in studi precedenti condotti sullo stesso gruppo di volontari, la moderata riduzione cronica del sonno era stata associata anche a un aumento della resistenza all'insulina nelle donne con elevato rischio cardiometabolico e a un incremento di cellule infiammatorie nel cuore sia negli uomini sia nelle donne.
Secondo gli autori questi risultati rafforzano l'ipotesi che un sonno insufficiente rappresenti un importante fattore di rischio modificabile per obesità e malattie cardiometaboliche. Il prossimo obiettivo sarà verificare se il ripristino di un adeguato numero di ore di sonno possa invertire questi effetti e migliorare la salute metabolica nel lungo periodo.