AGI - Incendi, tempeste e infestazioni di insetti, come il bostrico, potrebbero verificarsi con una frequenza e un'intensità due volte più elevate di quanto avviene attualmente entro la fine del secolo. Questo allarmante scenario emerge da uno studio internazionale, pubblicato sulla rivista Science, che vede, tra gli altri, anche il coinvolgimento di scienziati dell'Istituto per i sistemi agricoli e forestali del Mediterraneo del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isafom). Il gruppo di ricerca fornisce la valutazione più completa finora disponibile sull'evoluzione dei disturbi forestali in Europa fino al 2100, in diversi scenari climatici.
Il team ha considerato i dati raccolti da oltre 30 di osservazioni satellitari e simulazioni modellistiche avanzate di ecosistemi forestali condotte in 13mila siti distribuiti in tutta Europa. Il database, costituito da circa 135 milioni di punti di simulazione ottenuti da modelli di processo, tra cui il modello 3D-CMCC-FEM del Cnr, è stato utilizzato per addestrare un modello basato su intelligenza artificiale in grado di proiettare lo sviluppo delle foreste e i regimi di disturbo con una risoluzione spaziale di un ettaro. Quest'approccio ha consentito una valutazione dettagliata e spazialmente esplicita dell'evoluzione del rischio di disturbo nei diversi scenari climatici. Le foreste, spiegano gli esperti, sono sistemi dinamici nei quali la mortalità degli alberi rappresenta una componente naturale dei processi ecologici. Tuttavia, il cambiamento climatico sta amplificando frequenza e intensità dei disturbi su larga scala. Negli ultimi anni, diverse regioni europee - in particolare nell'Europa centrale e meridionale - hanno registrato livelli senza precedenti di danno forestale associati a eventi meteorologici estremi, siccità prolungate e infestazione da insetti. Queste tendenze sollevano interrogativi cruciali sulla stabilità futura degli ecosistemi forestali e sulla loro capacità di continuare a garantire funzioni fondamentali quali l'assorbimento di carbonio, la produzione di legno, la conservazione della biodiversità e la regolazione del clima.
Aumento dei disturbi e differenze regionali
I risultati, commentano gli autori, indicano che i disturbi forestali aumenteranno in tutti gli scenari considerati. Anche nelle traiettorie di riscaldamento più moderate, i livelli di danno attesi superano quelli osservati nel periodo di riferimento, già caratterizzato da un'elevata intensità di disturbi tra la fine del XX e l'inizio del XXI secolo. Negli scenari ad alte emissioni, associati a un incremento della temperatura globale superiore a 4 C entro il 2100, la superficie forestale interessata da disturbi potrebbe più che raddoppiare. "Le differenze regionali risultano piuttosto marcate - afferma Alessio Collalti, responsabile del Laboratorio di modellistica forestale del Cnr-Isafom di Perugia e tra le firme del paper - l'Europa meridionale e occidentale emerge come particolarmente vulnerabile, con un aumento significativo degli incendi e dello stress idrico, condizioni che favoriscono anche la diffusione di insetti dannosi. L'Europa settentrionale appare complessivamente meno colpita su scala continentale, ma sono attesi hotspot locali di crescente vulnerabilità. Questi risultati indicano che i disturbi forestali stanno assumendo una dimensione sistemica, con implicazioni per i mercati del legno, per i bilanci di carbonio e per la resilienza degli ecosistemi".
Implicazioni per il bilancio del carbonio e le politiche forestali
"I disturbi - precisa il ricercatore - stanno diventando un fattore determinante del bilancio del carbonio delle foreste europee. Comprenderne l'evoluzione futura è essenziale per definire strategie di mitigazione climatica che tengano conto della reale dinamica forestale". "Il nostro lavoro - ricorda Daniela Dalmonech, collega e coautrice di Collalti - evidenziano la necessità di integrare il rischio di disturbo nelle politiche forestali e nella pianificazione gestionale. Strategie adattative volte ad aumentare la diversità strutturale e la resilienza degli ecosistemi saranno fondamentali nei prossimi decenni".
Un'opportunità di trasformazione per le foreste
L'analisi mostra inoltre che i disturbi potrebbero offrire anche un'opportunità di trasformazione. I processi di rinnovazione successivi agli eventi estremi, infatti, possono favorire l'insediamento di popolamenti più adattati alle nuove condizioni climatiche, a condizione che gli interventi gestionali siano guidati da solide basi scientifiche.