AGI - Sotto i deserti roventi di Namibia, Oman e Arabia Saudita si nascondono tunnel microscopici scavati da creature invisibili, vissute milioni di anni fa. E se fossero il nostro biglietto per scoprire la vita su Marte?
Un'ipotesi che affascina gli scienziati che ha un'origine lontana 15 anni: tutto ha avuto inizio nel 2011, quando il geologo Cees Passchier, dell'Università di Mainz, ha scoperto in Namibia dei cunicoli perfetti: larghi mezzo millimetro, lunghi 3 centimetri, in rocce di marmo e calcare, pieni di polvere calcarea. La notizia è stata pubblicata nell'aprile 2025 sul ‘Geomicrobiology Journal’ e presenta un risvolto inatteso: i cunicoli si rivelano opera di microbi endolitici, estremofili che "mangiavano" la pietra. Altri cunicoli simili sono poi stati trovati in Oman e Arabia Saudita.
Il legame tra Terra e Marte
Proprio questi tunnel sono il punto di contatto tra la Terra e Marte. La Nasa ha appena aggiornato i dati sui campioni rocciosi raccolti dal rover Perseverance nel cratere Jezero di Marte: antiche rovine che potrebbero nascondere tunnel microscopici identici a quelli terrestri.i
Le parole di Cees Passchier
E lo stesso Cees Passchier ha dichiarato: "La vita sulla Terra ci indica cosa cercare lassù: non dinosauri giganti, ma minuscoli scavi fatti da batteri dentro le rocce". Questi microbi, infatti, potrebbero essere i parenti stretti di ipotetiche forme di vita marziane, in deserti analoghi.
Il rover Zhurong e il programma ExoMars
Il rover cinese Zhurong, sbarcato su Marte nel 2021, ha individuato formazioni rocciose insolite nel 2026: strutture tubolari che ricordano i microtunnel terrestri, alimentando ipotesi su antichi processi biologici. ExoMars, un programma dell'Esa (Agenzia Spaziale Europea), con forte contributo italiano tramite Asi per esplorare Marte alla ricerca di tracce di vita passata è pronta a perforare metri sotto la superficie marziana per cercare tracce simili.
Il James Webb e Urano
Allontanandosi nel Sistema solare, il James Webb Space Telescope, il telescopio spaziale più avanzato mai costruito, progettato sotto la guida della Nasa, con collaborazione di Esa (Agenzia Spaziale Europea) e Csa (Agenzia Spaziale Canadese) e lanciato il 25 dicembre 2021, ha rivelato lo scorso 23 febbraio una ionosfera instabile su Urano, un gigante "ghiacciato" che forse, miliardi di anni fa, ospitava vita microbica estrema nei suoi strati rocciosi.