AGI - L'oleamide, additivo industriale rilasciato dalla plastica in mare, può alterare in modo significativo le interazioni tra predatori e prede, modificando il comportamento di caccia dei polpi e le strategie di difesa dei crostacei. È quanto emerge da uno studio pubblicato sul Journal of Experimental Marine Biology and Ecology e condotto da Madelyn A. Hair, prima autrice ed ex dottoranda della Florida Atlantic University Harbor Branch, insieme a Michael W. McCoy, professore di ecologia quantitativa presso la Florida Atlantic University (FAU). I ricercatori hanno analizzato gli effetti dell'oleamide lubrificante industriale presente in plastiche come polietilene e polipropilene sulle interazioni tra il polpo comune del Sud della Florida (Octopus vulgaris) e quattro prede diffuse: paguri, granchi liberi, lumache e vongole.
Cos'è l'oleamide
L'oleamide, oltre a essere un additivo plastico, è prodotta naturalmente da diversi organismi, influenza il sonno nei mammiferi e agisce come feromone in alcune specie marine. Inoltre, è chimicamente simile all'acido oleico, segnale associato alla morte e al consumo di carcasse in artropodi come i granchi. In acquari di laboratorio controllati, ogni polpo è stato esposto alle quattro prede e monitorato per 24 ore, con sessioni di osservazione di 90 minuti e scansioni video ogni 30 secondi. In totale, sono state analizzate oltre 31.500 osservazioni individuali. Le interazioni sono state classificate come predazione riuscita, tentativi falliti o contatti brevi, con le ultime due categorie raggruppate come interazioni "non consumptive".
I risultati mostrano che l'esposizione all'oleamide ha provocato cambiamenti immediati nella scelta delle prede, nella prossimità tra predatore e preda e nelle modalità di interazione, con effetti persistenti per almeno tre giorni dopo la rimozione della sostanza. Prima dell'esposizione, i polpi preferivano i crostacei, in particolare paguri e granchi liberi. Durante l'esposizione, è aumentata la selezione dei granchi liberi, mentre è diminuita quella dei paguri, scesa sotto quella delle vongole. Le lumache sono rimaste la preda meno preferita per tutto lo studio.
L'impatto sulla comunicazione chimica
"Molte specie si affidano a informazioni chimiche per individuare il cibo, valutare il rischio di predazione e bilanciare il foraggiamento con la sicurezza", ha dichiarato McCoy. "Ciò che colpisce è che quando l'oleamide è entrata nel sistema, quella comunicazione chimica sembrava interrompersi. Le prede crostacee hanno ridotto i comportamenti di evitamento del predatore, mentre il polpo è diventato più esplorativo e ha aumentato le interazioni, in particolare i contatti".
Interpretazione errata e interazioni non consumptive
Secondo gli autori, le prede potrebbero interpretare erroneamente l'oleamide come acido oleico, continuando a nutrirsi nonostante la presenza del predatore e aumentando così il rischio di predazione. Tuttavia, sebbene le interazioni siano aumentate durante l'esposizione, il numero di predazioni riuscite non è cresciuto; sono invece aumentate le interazioni non consumptive. Questo potrebbe riflettere effetti anche sul polpo, come possibili alterazioni della funzione motoria o della motivazione alla caccia, oppure una perturbazione delle sue capacità chemiosensoriali.
Effetti sugli ecosistemi marini
"Questi cambiamenti nelle interazioni predatore-preda potrebbero avere effetti di ampia portata sugli ecosistemi marini", ha affermato Hair. "Le sottili modifiche comportamentali indotte dall'oleamide rilasciata dalla plastica potrebbero rimodellare la distribuzione delle risorse, le dinamiche alimentari e le reti di interazione, influenzando struttura e funzionamento degli ecosistemi costieri".