Allarme globale sui ricci di mare, in atto una morìa senza precedenti
AGI - Una nuova ondata globale di moria di ricci di mare sta mettendo a rischio interi ecosistemi marini e, per la prima volta, mostra segnali concreti di possibile estinzione locale di una specie chiave. È quanto emerge da uno studio internazionale coordinato da Omri Bronstein, professore alla School of Zoology della Wise Faculty of Life Sciences e allo Steinhardt Museum of Natural History dell’Università di Tel Aviv, pubblicato sulla rivista Frontiers in Marine Science.
La ricerca documenta un evento di mortalità di massa finora non riconosciuto nelle Isole Canarie, nell’Atlantico orientale, e descrive una situazione senza precedenti: il riccio di mare del genere Diadema, uno dei principali “ingegneri” degli ecosistemi costieri, non è più in grado di riprodursi in quell’area. Secondo gli autori, l’assenza totale di nuovi individui giovani indica che il processo di reclutamento si è arrestato, aprendo la strada a una possibile estinzione locale.
Una crisi globale e la diffusione della malattia
Il lavoro si inserisce in un quadro più ampio di crisi globale. Negli ultimi quarant’anni, eventi di mortalità di massa dei ricci Diadema hanno già prodotto profondi squilibri ecologici. “Nel 1983-84, nei Caraibi, la scomparsa dei ricci portò a una proliferazione incontrollata delle alghe, che soffocarono le barriere coralline causando danni irreversibili”, ricorda Bronstein. Una nuova epidemia ha colpito la stessa regione nel 2022, quando per la prima volta è stato identificato l’agente patogeno responsabile. Da lì, la malattia si è diffusa rapidamente: nel 2023 nel Mar Rosso, nel 2024 nell’Oceano Indiano occidentale. Lo studio identifica ora nelle Canarie quello che i ricercatori definiscono “l’anello mancante” della diffusione geografica.
L'allarme delle Canarie
Analizzando dati raccolti tramite citizen science locale, campagne scientifiche subacquee, immagini satellitari e campionamenti diretti dei fondali, il team ha ricostruito un evento di mortalità avvenuto già a metà del 2022. La scoperta più allarmante riguarda però la fase successiva: nessuna traccia di giovani ricci in diverse isole dell’arcipelago. “Questi animali si riproducono liberando milioni di uova e spermatozoi in acqua. Se non osserviamo alcun reclutamento, significa che la popolazione adulta è stata ridotta a un livello tale da non riuscire più a sostenersi”, spiega Bronstein. “È qualcosa che non avevamo mai documentato prima su questa scala”.
Conseguenze ecologiche e punto di non ritorno
I ricci di mare svolgono un ruolo cruciale nel controllo delle alghe. La loro scomparsa può innescare effetti a cascata: tappeti algali che bloccano la luce, perdita di biodiversità, alterazioni durature degli habitat costieri. Gli autori avvertono che quanto osservato alle Canarie potrebbe ripetersi in altre regioni già colpite da morie senza precedenti, come il Mar Rosso e il Golfo di Eilat. Secondo i ricercatori, questa volta non si tratta di una normale fluttuazione demografica, ma di un possibile punto di non ritorno. Un segnale che chiama in causa il cambiamento climatico, la diffusione globale di patogeni e la fragilità crescente degli ecosistemi marini.