AGI - Basta pronunciare poche frasi per 20 secondi al proprio smartphone per capire se si è a rischio diabete. È la rivoluzione presentata al congresso dell'Associazione Europea per lo Studio del Diabete (EASD), dove un team di ricercatori ha dimostrato come l'intelligenza artificiale sia in grado di cogliere impercettibili micro-variazioni del timbro vocale e della respirazione legate al diabete di tipo 2. Una svolta non invasiva che potrebbe trasformare cellulari e telefonate in veloci strumenti di prevenzione.
L'IA analizza 20 secondi di parlato e calcola il rischio
Una diagnosi precoce senza aghi né prelievi di sangue, semplicemente parlando al telefono. È la prospettiva aperta dallo studio condotto dagli scienziati della Royal Melbourne Institute of Technology insieme alla società deep-tech Thymia. Il gruppo di ricerca ha messo a punto un algoritmo di intelligenza artificiale capace di rilevare i segnali spia del diabete di tipo 2 analizzando brevissime registrazioni vocali.
Il principio si basa su evidenze scientifiche note: la malattia diabetica provoca sottili modificazioni nel controllo del respiro e nella voce, come una leggera asprezza del timbro o una latente raucedine. Addestrato su un archivio di oltre 63.000 registrazioni, il modello è stato testato su individui intenti a leggere una breve favola di Esopo per soli 20 secondi.
Come funziona il triage vocale?
I risultati della sperimentazione hanno mostrato potenzialità straordinarie per lo screening di massa:
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Tasso di successo all'80-82%: Nel test sul campo, l'IA ha assegnato un punteggio di rischio nettamente più elevato ai soggetti affetti da diabete rispetto ai sani, confermando il dato anche attraverso l'esame dell'emoglobina glicata (HbA1c).
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Zero falsi negativi a basso rischio: Nessuno dei partecipanti classificati dall'IA nella fascia a "basso rischio" presentava in realtà valori compatibili con il diabete o il prediabete.
Il sistema soffre ancora di alcuni limiti nei soggetti con obesità o ipertensione (condizioni che alterano la voce in modo simile), ma gli esperti precisano che lo scopo non è sostituire le analisi del sangue. L'obiettivo è creare un triage rapido tramite app o chiamata: chi risulta ad alto rischio vocale viene subito indirizzato dal medico per gli esami di conferma, anticipando la diagnosi ed evitando gravi complicanze cardiovascolari.