Cellule Gmp espanse in laboratorio per colpire i tumori
Lo studio dimostra che le cellule progenitrici note come progenitori granulocitari-monocitari (Gmp), che danno origine a macrofagi e altre cellule immunitarie, possono essere ampiamente espanse in laboratorio. Non solo: queste cellule possono essere modificate geneticamente sia per colpire specifici marcatori tumorali sia per stimolare risposte immunitarie più ampie.
Una scoperta che scardina i vecchi dogmi della biologia
Una delle implicazioni più importanti è che l'autorinnovamento, una proprietà finora considerata distintiva delle cellule staminali ma non delle cellule progenitrici, può essere mantenuto in una Gmp. L'opinione prevalente, infatti, è sempre stata che l'autorinnovamento a lungo termine nel sistema ematico fosse una proprietà esclusiva delle cellule staminali ematopoietiche.
Nuove frontiere scalabili per la cura delle malattie infettive
"Abbiamo scoperto che, nelle giuste condizioni, anche le cellule progenitrici mieloidi (Gmp) possono autorinnovarsi, dividendosi ampiamente pur mantenendo la propria identità e la capacità di produrre cellule immunitarie funzionali", hanno affermato gli autori della ricerca. Questa scoperta fornisce uno strumento scalabile per la progettazione di terapie cellulari destinate a contrastare il cancro, le malattie infettive e potenzialmente molte altre patologie.