AGI - Monitorare in modo continuo la salute del feto durante un intervento chirurgico in utero è ora possibile grazie a un nuovo dispositivo flessibile e miniaturizzato, secondo uno studio pubblicato su Nature Biomedical Engineering. La ricerca, condotta negli Stati Uniti, introduce una sonda in grado di misurare in tempo reale più parametri vitali, durante interventi di chirurgia fetale minimamente invasiva, con l’obiettivo di aumentare la sicurezza e ridurre il rischio di complicanze intraoperatorie.
Tre volte un capello
Il dispositivo, sviluppato dai ricercatori della Northwestern University, ha una struttura morbida e filamentosa, con uno spessore pari a circa tre volte il diametro di un capello umano. Può essere inserito attraverso lo stesso accesso già utilizzato negli interventi fetoscopici, senza richiedere nuove incisioni né creare ulteriori rischi per il feto o la persona in gravidanza. Una volta all’interno dell’utero, la sonda mantiene un contatto stabile e delicato con il feto, consentendo di monitorare in modo continuo la frequenza cardiaca, la variabilità del battito, i livelli di ossigeno nel sangue e la temperatura corporea.
Gli studi
Negli studi condotti su un modello animale di grandi dimensioni, il sistema ha fornito misurazioni precise e di qualità clinica anche in presenza dei normali movimenti del feto e dell’utero durante l’intervento. “Attualmente i medici dispongono solo di informazioni parziali sullo stato del feto durante la chirurgia”, ha spiegato John A. Rogers, che ha guidato lo sviluppo del dispositivo. “La nostra sonda flessibile entra da un accesso già utilizzato nelle procedure minimamente invasive e fornisce un monitoraggio continuo e completo senza aggiungere rischi”.
La chirurgia fetale viene eseguita in casi selezionati per trattare condizioni congenite gravi prima della nascita, come la spina bifida, le ernie diaframmatiche severe, le ostruzioni delle vie urinarie o la sindrome da trasfusione feto-fetale. Negli ultimi anni, queste procedure si sono evolute verso approcci sempre meno invasivi, che riducono i rischi per la madre ma rendono più complesso il monitoraggio del feto. “Quando operiamo un neonato dopo la nascita, monitoriamo costantemente numerosi parametri vitali. Per il feto, invece, le informazioni disponibili sono estremamente limitate”, ha osservato Aimen Shaaban, chirurgo fetale coinvolto nello studio. “La nostra capacità di monitoraggio non è cambiata da decenni. Questo dispositivo potrebbe colmare una lacuna critica”.
Come funziona la sonda
La sonda integra più sensori miniaturizzati e trasmette i dati in modalità wireless a un monitor esterno, offrendo ai chirurghi una visione più completa e tempestiva delle condizioni del feto. In questo modo, eventuali segni di distress possono essere individuati precocemente, consentendo di modificare o sospendere la procedura prima che si verifichino complicazioni gravi. Secondo i ricercatori, il nuovo sistema potrebbe non solo migliorare la sicurezza degli interventi, ma anche offrire maggiore rassicurazione ai genitori durante procedure particolarmente complesse e delicate. La tecnologia rappresenta un passo avanti significativo nel campo della bioelettronica applicata alla medicina fetale e potrebbe aprire la strada a nuovi standard di monitoraggio intraoperatorio.