AGI - Limitare il consumo di sodio negli alimenti quotidiani potrebbe apportare notevoli benefici alla salute del cuore in tutte le popolazioni. A evidenziarlo è una coppia di studi, pubblicati sulla rivista Hypertension, condotti rispettivamente dagli scienziati dell'Agenzia Nazionale Francese di Sanità Pubblica di Saint-Maurice e dell'Università di Oxford.
Il team francese, guidato da Clémence Grave, ha utilizzato dati nazionali e un modello matematico per stimare quanti casi di malattie cardio-cerebrovascolari (condizioni e patologie che colpiscono sia il cuore sia i vasi sanguigni del cervello), malattie renali e demenza potrebbero essere prevenuti se gli obiettivi di riduzione del sale fossero pienamente rispettati. I risultati mostrano che la diminuzione di sale nelle baguette e in altri tipi di pane potrebbero ridurre l'assunzione giornaliera di sale di 0,35 grammi a persona e ridurre i decessi a livello nazionale di oltre 1.000 unità. Il gruppo di ricerca inglese, guidato da Lauren Bandy, ha utilizzato dati di indagini nazionali per stimare la quantità di sale consumata dalle persone attraverso pasti precotti, confezionati e da asporto.
L'impatto della riduzione del sale: risultati chiave
Il lavoro dimostra che se si raggiungessero gli obiettivi di riduzione del sale, l'assunzione di sodio a livello nazionale potrebbe calare del 17,5 per cento, prevenendo potenzialmente circa 100 mila casi di cardiopatia ischemica e 25 mila ictus ischemici nell'arco di 20 anni. Entrambe le ricerche rafforzano l'importanza di sforzi coordinati tra decisori politici, industria alimentare e altri soggetti per rafforzare e far rispettare programmi di riduzione del sodio a livello globale, al fine di migliorare la salute a lungo termine. Il sodio, spiegano gli esperti, è un minerale presente nel sale, ed è associato a una serie di problematiche relative alla salute pubblica e ai costi sanitari. "L'approccio proposto - afferma Grave - è particolarmente efficace, perché non si basa sul cambiamento del comportamento individuale, ma crea un ambiente alimentare più sano".
Il caso della Francia: ridurre il sale nel pane
L'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda agli adulti di consumare meno di 2 grammi di sodio al giorno, tuttavia l'assunzione globale reale risulta molto più elevata. Il pane, in particolare la baguette, è un alimento culturalmente e nutrizionalmente centrale in Francia, ma può essere ricco di sale. Nel 2019, la Francia ha fissato un obiettivo nazionale di salute pubblica per ridurre il consumo di sale del 30 per cento. Stando a quanto emerge dall'indagine, mantenendo invariato il consumo di pane, una minore quantità di sale nelle baguette e nel pane ridurrebbe l'assunzione giornaliera di 0,35 g a persona, con conseguente abbassamento della pressione sanguigna in tutta la popolazione.
Nello specifico, l'analisi ha rivelato che i decessi potrebbero diminuire dello 0,18 per cento annuo, mentre i ricoveri ospedalieri per cardiopatia ischemica calerebbero dell'1,04 per cento. Il modello mostra benefici in tutte le fasce d'età maschile, mentre per le donne l'impatto maggiore era più evidente tra le pazienti di età compresa tra 55 e 64 anni. "Riformulare i prodotti alimentari - afferma Grave - può avere un impatto significativo sulla salute pubblica, anche se si tratta di piccole modifiche impercettibili. Nei prossimi step sarà importante considerare modelli per proiezioni su un periodo più lungo".
La situazione nel Regno Unito: pasti precotti e asporto
Per lo studio inglese, i ricercatori hanno esaminato 84 categorie di prodotti alimentari di largo consumo, tra cui pane, formaggi, carni e snack, più 24 tipologie di opzioni da asporto, come hamburger e pizza. La modellazione ha anche analizzato come questi cambiamenti potrebbero influire su malattie cardiache, ictus, qualità della vita e costi sanitari. I risultati suggeriscono che il pieno raggiungimento degli obiettivi di riduzione del sodio ridurrebbe l'assunzione media di sale da circa 6,1 a 4,9 grammi al giorno, che si traduce in una media stimata del 17,5% in meno al giorno a persona.
Secondo la modellazione, in un periodo di 20 anni nel Regno Unito si potrebbero prevenire circa 103 mila casi di cardiopatia ischemica e circa 25 mila ictus. "Siamo consapevoli - sostiene Bandy - che l'industria alimentare ha ancora molti progressi da fare in termini di riduzione del sale, per cui c'è un ampio margine di miglioramento".
Benefici a livello di popolazione
"Entrambi gli studi - dichiara Daniel Jones, presidente delle linee guida 2025 dell'American Heart Association - dimostrano il potenziale beneficio nel ridurre il rischio di malattie cardiache e ictus riducendo il consumo di sodio. Sebbene la riduzione del sodio apporti piccoli miglioramenti alla pressione sanguigna a livello individuale, quest