AGI – L’affettato magro per un pasto leggero, l’alimento jolly di ogni dieta, l’evergreen di ogni piano alimentare dei bambini è cancerogeno. La condanna era già annunciata da 10 anni, ma il 18 gennaio è arrivata sentenza: l’Oms ha ufficialmente inserito il prosciutto cotto (e le altre carni lavorate) nel gruppo 1 degli agenti cancerogeni.
Una validazione che associa il consumo regolare di questi prodotti a un maggiore rischio di insorgenza del tumore del colon-retto.
E il problema non è l’abbuffata: studi epidemiologici indicano che una porzione quotidiana di circa 50 grammi di carne trasformata può aumentare il rischio relativo di circa il 18%.
Perché è dannoso
La colpa è del processo di lavorazione: il prosciutto cotto è sottoposto a salagione a cui si aggiungono conservanti come nitriti e nitrati. Sostanze fondamentali per la sicurezza igienica, ma potenzialmente dannosi. A questo si aggiunge l’elevato apporto di sodio e grassi saturi, che contribuiscono a sviluppare ipertensione e colesterolo alto.
E’ necessario eliminarlo dalla tavola? Quanto mangiarne?
Secondo l’Associazione europea consumatori indipendenti, non esiste una soglia “a rischio zero”.
Tuttavia, le linee guida nutrizionali concordano che la strada migliore è limitare l’assunzione di carni lavorate e non farne un alimento quotidiano. In base agli studi, fino a una porzione da 50 g (2–3 fette sottili) una o due volte a settimana mantiene il rischio più contenuto. In generale ecco alcune regole di buonsenso da tenere a mente:
- non superare 1–2 porzioni a settimana,
- alterna con proteine fresche,
- preferisci prodotti “alta qualità” quando lo consumi,
- controlla il sale nel resto della giornata.
Le alternative
Se invece si vuol essere davvero al sicuro ecco alcune alternative sane al prosciutto cotto
Tacchino arrosto fatto in casa
È probabilmente l’alternativa più simile in termini di uso quotidiano
Perché è meglio:
- carne fresca, non lavorata;
- senza nitriti né conservanti;
- puoi controllare sale e aromi.
Pollo grigliato o arrostito
Preparato in anticipo, si conserva bene per 2–3 giorni ed è perfetto per panini, piadine e insalate proteiche.
Benefici:
- fonte magra di proteine;
- niente additivi;
- saziano di più dei salumi