AGI - Procedere con urgenza in direzione di una difesa comune europea. L’appello, reiterato, da parte del Presidente della Repubblica arriva nel giorno in cui si celebrano l’Unità nazionale e le Forze Armate. Ricorrenza che acquista quest’anno un carico emotivo particolare, per la scomparsa dei quattro militari italiani in Bosnia, ma anche alla luce delle recenti minacce cyber che hanno colpito la cosiddetta “catena del freddo”, in Europa e in Italia.
Il messaggio al ministro della Difesa
Non sembra un caso, infatti, che il Capo dello Stato sottolinei nel messaggio inviato al ministro della Difesa il fatto che ai “conflitti tradizionali, che continuano a insanguinare ampie aree del mondo, inclusa l’Europa si aggiungono la disinformazione diffusa, la competizione nello spazio, la dimensione cibernetica, l’uso pervasivo dell’intelligenza artificiale e dei sistemi autonomi, domini in cui atti di aggressione risultano oggi in preoccupante e progressiva espansione”.
Lo sforzo europeo
Concetto ribadito a poche ore dall’incontro di ieri al Quirinale con gli allievi degli Istituti di formazione militare, in occasione della cerimonia di conferimento delle decorazioni all’Ordine militare d’Italia. “In questo contesto è necessario uno sforzo europeo più concreto e più integrato, determinato nel perseguire una interoperabilità degli strumenti militari dei Paesi dell’Unione, in chiave di difesa comune e di rafforzamento dell’Alleanza Atlantica, condizioni imprescindibili per l’equilibrio delle condizioni nel continente”, aveva sottolineato Mattarella. Uno scenario, riprende oggi il Capo dello Stato, “che richiede profonda capacità di rinnovamento, nell’integrare rapidamente le nuove tecnologie e nel garantire capacità concrete per le sfide future”.
La Costituzione e la memoria
Il tutto nella cornice imprescindibile della Carta Costituzionale, di cui il Presidente della Repubblica è il primo custode: “Il giuramento di fedeltà delle Forze Armate alla Repubblica si nutre dei valori della sua Costituzione”, dice Mattarella, “patrimonio di principi custodito affinché il rapporto con le generazioni che si succedono nella vita del Paese sappia unire la memoria del passato alla speranza per il futuro della comunità, e le atrocità vissute nelle guerre mondiali non abbiano a ripetersi”.
Le cerimonie e il cordoglio per i militari in Bosnia
Il messaggio di Mattarella precede la cerimonia all’Altare della Patria, prima, e quella a Piazzale Michelangelo, a Firenze, poi. Qui il Presidente della Repubblica ha ritrovato il Generale di Corpo d’Armata e Capo di Stato maggiore della Difesa, Luciano Portolano al quale ha ribadito anche oggi il “profondo cordoglio” e la “grande commozione” per la morte dei quattro militari Italiani nell’incidente in elicottero in Bosnia.
“In questa giornata, il deferente omaggio del popolo italiano va a quanti hanno sacrificato la vita per l’Italia, consegnandoci un’eredità di libertà e unità che celebriamo con rinnovata consapevolezza e, oggi, rivolgiamo il nostro pensiero con particolare intensità e cordoglio ai nostri militari che hanno perso la vita nei giorni scorsi in Bosnia-Erzegovina”, le parole di Mattarella.
“Celebriamo questa giornata con orgoglio di sempre ma oggi col dolore e col cuore pesante per il lutto che ci ha colpito in Bosnia”, ha esordito Portolano prima di soffermarsi, così come il Capo dello Stato, sulle nuove minacce che impegnano le Forze Armate. Se un secolo fa, ha ricordato il generale di Corpo d’Armata, le linee da difendere avevano un nome, quella del Grappa o quella del Piave, oggi ci troviamo di fronte a nuove e numerose linee da difendere, ha sottolineato.
La medaglia d’oro a David Tobini
A nome della Repubblica e in onore di tutti i militari caduti nell’adempimento del loro dovere, il Presidente Mattarella ha consegnato la medaglia d’oro al valor militare alla memoria del caporale paracadutista della Brigata Folgore David Tobini, ucciso in uno scontro a fuoco in Afghanistan nel luglio 2011. Il Presidente ha consegnato il riconoscimento alla madre del caduto durante la celebrazione al piazzale Michelangelo. La donna, prima di lasciare il piazzale, ha levato il basco da paracadutista di suo figlio verso il cielo. Lo stesso cielo solcato, poco dopo, dalle Frecce Tricolori che hanno così salutato il Presidente della Repubblica e concluso le celebrazioni.