Un dirigente di primo piano della destra italiana, un uomo capace di tenere insieme fedeltà alle proprie idee e capacita' di guardare al cambiamento: e' il ritratto di Giulio Maceratini tracciato da Ignazio La Russa, Gianfranco Fini e Maurizio Gasparri nel corso della presentazione del libro 'Giulio Maceratini. 10 lezioni di politica sempre attuali', nel corso di un convegno organizzato dalla Fondazione An. Un omaggio a uno storico esponente della destra italiana, che diventa anche il racconto di una stagione politica, quella che dal Movimento Sociale Italiano portò alla nascita di Alleanza Nazionale, e da li' alla svolta di Fiuggi del 1995.
Il ricordo di La Russa
Il ricordo più personale è quello del presidente del Senato, che ha rievocato il rapporto tra Maceratini, Fini e Pinuccio Tatarella, sottolineando l'intesa che li legava e il progetto politico condiviso: "Il desiderio di contribuire, attraverso Gianfranco e con Gianfranco, a un'Italia diversa, un'Italia nuova". Un percorso che, secondo La Russa, ha segnato una stagione politica e al quale Maceratini ha dato un contributo decisivo. La Russa ha poi anche ricordato che, se non si fosse ammalato, Maceratini avrebbe probabilmente avuto un ruolo di governo: "Avrebbe scelto lui il ministero dove voleva andare e Gianfranco gli avrebbe chiesto 'che vuoi fare?'". Poi il ricordo del suo carattere: "Era una persona coerente, leale, ma non ha mai messo il proprio cervello e le proprie idee al servizio della convenienza o dell'amicizia". E ancora: "Non era uno yes-man, aveva chiaro il percorso. E senza di lui questa nostra storia, questo cammino incredibile, questa rivincita di uno che era nato nel '38, non ci sarebbero stati".
Le parole di Gianfranco Fini
Anche Gianfranco Fini ha ricordato il peso politico e umano di Maceratini, definendolo "un pilastro della storia della destra, a Roma e non solo". Un dirigente presente, capace di cogliere il senso delle discussioni e di essere "un punto di riferimento nelle riunioni del movimento". Ed è l'ex presidente della Camera a soffermarsi sulla malattia che colpi' Maceratini nel 2000, alla vigilia delle elezioni politiche che avrebbero portato alla vittoria della coalizione guidata da Silvio Berlusconi, interrompendo una carriera che avrebbe potuto avere un ulteriore sviluppo: "Sarebbe stato un ottimo ministro, perche' aveva la competenza, la capacita', il senso delle istituzioni".
Il pensiero di Gasparri
Per Maurizio Gasparri, Maceratini rappresentava la capacita' di tenere insieme identita' e pragmatismo. "Ha saputo unire un tratto identitario con un forte realismo politico", ha detto il presidente della commissione Esteri e Difesa del Senato, ricordando un uomo che non rinunciava ai propri valori, ma sapeva affrontare le sfide del cambiamento e delle alleanze "con pragmatismo, lealta' e visione politica". "Un contributo - ha concluso Gasparri - determinante nelle stagioni di svolta e rinnovamento della destra". Ed e' proprio a quelle stagioni che La Russa chiude il suo intervento, guardando le fotografie dei presenti e di chi non c'e' piu', proiettati sullo schermo. "Viene la nostalgia, viene il batticuore, viene l'amore per le battaglie che abbiamo fatto".