AGI - Manca ancora una data per le primarie, ma la deadline per montare i gazebo è fine febbraio. Il via libera è stato dato nel corso delle tre ore di riunione fra i leader del campo progressista, "caratterizzata da un ottimo clima", come viene riferito. Riunione da remoto, in video call, durante la quale sono stati sciolti alcuni dei nodi principali della coalizione, almeno sul piano della tabella di marcia verso le elezioni: prima il confronto sul programma, da avviare la prossima settimana. Poi, a dicembre, la manifestazione unitaria contro il caro vita, in contemporanea con la battaglia parlamentare sulla manovra. Infine le primarie da celebrare entro il mese di febbraio.
Questo non significa, viene precisato da chi era presente ai lavori, che le primarie non si possano tenere anche molto prima. Si tratta solo di un limite ultimo che tiene insieme diverse sensibilità. Il presidente del Movimento 5 Stelle, infatti, ha sempre incalzato gli alleati perché si procedesse con velocità verso le consultazioni, incontrando però una maggiore cautela soprattutto nel Partito Democratico, mentre Avs si è sempre mostrata alquanto disinteressata alla questione gazebo, puntando più sul programma.
Campo progressista, il perimetro della coalizione
Ma andando con ordine. Il perimetro: "Parteciperanno ai tavoli le forze di opposizione rappresentate in Parlamento che condividono l'urgenza di costruire un'alternativa di Governo alla destra", si legge nella nota a firma Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli.
Una formula che comprende anche le nuove componenti venutesi a formare negli ultimi giorni grazie ai 'prestiti' di eletti ora dall'una o dall'altra forza politica: oltre a Italia Viva e Più Europa, c'è Progetto Civico di Alessandro Onorato con Avanti-Psi di Enzo Maraio i quali hanno formato la componente del Gruppo misto al Senato con il contributo di Luigi Nave, già senatore M5s. Ci sarà anche Rifondazione Comunista, con Maurizio Acerbo, grazie al passaggio del senatore ormai ex Pd Andrea Crisanti.
Programma della coalizione entro novembre e manifestazione a dicembre
Con queste forze, a partire dalla prossima settimana, "inizierà il confronto per definire il programma della coalizione entro novembre", spiegano ancora i leader della triade Pd-M5s-Avs. Un lavoro che andrà avanti mentre il Parlamento sarà impegnato nella legge di bilancio. E per portare fuori dal palazzo questa battaglia, i quattro leader hanno concordato di organizzare una manifestazione unitaria da svolgere entro dicembre, prima di Natale, anche per non 'coprire' lo sciopero generale indetto dalla Cgil il 20 novembre.
"Abbiamo convenuto di organizzare nel mese di dicembre, mentre si discute questa pessima manovra, una mobilitazione a carattere nazionale per l'alternativa a quattro anni di governo Meloni che hanno prodotto carovita, crescita prossima allo zero e aumentato le diseguaglianze", si legge nel comunicato unitario: "La manifestazione sarà condivisa con le forze di opposizione e sarà aperta alle forze sociali del paese e alla società civile", sottolineano.
Stando a quanto si apprende, la data su cui si ragiona è quella di sabato 12 dicembre (ma il confronto su questo è ancora in corso).
Primarie del centrosinistra entro febbraio: voto aperto anche online
Infine le primarie che "si terranno entro il mese di febbraio con l'obiettivo di farne un importante appuntamento di partecipazione democratica, in modo da assicurare una leadership che sia pienamente sostenuta da ogni forza del campo progressista".
Primarie aperte, sicuramente, con la partecipazione di iscritti e non iscritti. Le regole non sono state ancora formalizzate, anche se sembra scontato che si voterà sia in presenza che online, dopo opportuni accorgimenti, come la preregistrazione, per mettersi al riparo da eventuali tentativi di 'inquinamento'.
Da notare, poi, il passaggio sul sostegno alla leadership che uscirà da questo percorso. Quella di evitare che tutto si riduca a un "duello rusticano" è una necessità più volte segnalata dal presidente M5s, ma anche dai leader rossoverdi e da pezzi del Pd che temono che una corsa a due possa indebolire politicamente il perdente.