AGI - I pianeti della galassia progressista si vanno allineando, per usare l'immagine di un dirigente del Pd. Mettendo in fila le prossime scadenze: oggi si tiene la direzione dem, prologo all'assemblea del 18 ottobre chiamata a prorogare il mandato di Schlein fino alle politiche. Lo stesso 18 ottobre Avs presenterà le proposte sul programma elaborate dal maggio scorso, quando è stata lanciata la piattaforma "Decidiamo". Poi, dal 23 al 25 ottobre, l'assise del correntone dem a Montepulciano. E, su tutto, il varo della legge elettorale la cui votazione finale è prevista giovedì 8 ottobre. Sarà quello il momento in cui ci si attende una accelerazione sul tavolo del programma del centrosinistra. Un tavolo che Schlein e il suo stato maggiore vogliono allargato a tutti, centristi compresi, come emerso mercoledì nel corso della riunione della segreteria al Nazareno.
Il nodo da sciogliere è quello della 'gamba centrista' nel centrosinistra. Tema che appare decisivo per la vittoria alle elezioni politiche, ma sul quale pesano le diffidenze, quando non le aperte ostilità, fra i leader. Per rendersene conto basta leggere le recenti dichiarazioni di Giuseppe Conte contro la norma inserita nella legge elettorale che porta da 1.500 a 6 mila le firme da raccogliere in ogni collegio per presentarsi alle elezioni. Dopo averla definita una "indecenza", il leader M5s ha assicurato il sostegno del movimento a Psi e a Progetto Civico di Alessandro Onorato per raccogliere le firme.
Conte e le garanzie contro i colpi di mano
È a Onorato che Conte, fin dall'inizio, ha guardato come potenziale interlocutore di centro per il centrosinistra, anche in chiave anti-Renzi. L'ex premier, non è un mistero, non si fida del leader di Italia Viva e ha chiesto che, in caso di accordo, la coalizione preveda nero su bianco delle garanzie per evitare colpi di mano come quello che portò alla caduta del secondo governo Conte aprendo la strada al governo Draghi. Dal palco della festa di Avs, il leader Cinque Stelle ha fatto sapere di ritenere indispensabile avere la garanzia che i compagni di viaggio non "scartino con disinvoltura" o creino rotture per "ragioni opportunistiche personali o partitiche".
Renzi: "In quella foto non ci devo essere"
Da parte di Renzi arrivano parole di distensione: "Se vincerà le primarie sosterrò Giuseppe Conte", assicurava appena pochi giorni fa, dopo essersi detto disponibile a farsi da parte e a non partecipare al tavolo della coalizione: "C'è gente che dice 'non voglio vedere Renzi nella foto con Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni'. Vi do una notizia: io in quella foto non ci devo essere e non voglio esserci. Non sono qui per uno strapuntino, ci sono perché porto idee".
L'alternativa indicata da Renzi porta a Genova e, in seconda battuta, a Napoli: "Io individuerei un sindaco o una sindaca per stare al tavolo che rappresenti il mondo riformista e poi si va alle elezioni e chi c'ha i voti si vedrà", ha detto Renzi conversando con Dario Franceschini alla Festa dell'Unità, a metà settembre: "Abbiamo già due nomi, Salis e Manfredi". E appare significativa la levata di scudi arrivata dai gruppi parlamentari del Pd a difesa della stessa Salis, esclusa dal palco del Salone Nautico nella 'sua' Genova.
La lista unica di centro e la Leopolda
In ogni caso, è Renzi ad apparire sempre più il distributore di carte nell'area di centro, proprio in virtù della nuova legge elettorale che consente a chi è già rappresentato in Parlamento di presentarsi senza raccogliere le firme. Nasce da qui l'appello di Riccardo Magi ai riformisti, ma soprattutto a Renzi, per mettere in campo una lista unica di centro in cui tutti abbiano "pari dignità" per sedere al tavolo del programma. Parole dietro le quali sembra di leggere un certo timore che sia Renzi a prendersi il ruolo di leader della lista centrista.
Ad oggi, non c'è stato alcun segnale da parte di Casa Riformista, il 'contenitore' creato da Renzi per dare rappresentanza al mondo di centro. Fonti di Più Europa, però, invitano a guardare quanto accadrà alla Leopolda, questo fine settimana: da lì potrebbe arrivare una risposta da parte del leader di Iv. In ogni caso, se non dovesse concretizzarsi l'idea della lista unica di centro all'interno del campo largo, le liste potrebbero essere due. Una che mette insieme Progetto Civico, Psi e Più Europa; l'altra di Renzi.
I nomi dei possibili federatori
Sono questi i poli di oscillazione dei rapporti interni al centrosinistra ai massimi livelli. Tuttavia, anche qui, pesano i desiderata dei leader. Inizialmente si erano fatti i nomi di Ernesto Maria Ruffini, ex numero uno dell'agenzia delle entrate, oggi leader di Più Uno. Altro nome che era stato inserito tra i potenziali federatori di centro era quello del sindaco Beppe Sala, che piaceva in ambienti dem e di Italia Viva, ma uscito anzitempo dal campo.